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Lusso, sul web la caccia ai Millennials (ricchi) dei Paesi del Golfo

Libro Bianco gruppo Chalhoub

Lusso, sul web la caccia ai Millennials (ricchi) dei Paesi del Golfo

Giovani, ricchi, hanno frequentato università straniere, amano viaggiare e vestirsi alla moda. Soprattutto, navigano e acquistano in Rete, informandosi e condividendo contenuti sui social. Ecco l’identikit dei nuovi (e appetibili) consumatori di prodotti d’altagamma nei Paesi del Golfo. Un’area nella quale il lusso ha vissuto un biennio non facile, complice un rallentamento dell’economia: nel 2015 il mercato del lusso nella regione Gcc ha messo a segno un tiepido +1% , mentre il 2016 è stato un anno negativo (-1%) per gli acquisti di prodotti di fascia alta. La via per il ritorno alla crescita passa per la digitalizzazione: lo scenario emerge chiaramente dal Libro Bianco 2017 di Chalhoub Group, partner strategico dei luxury brand nei Gcc che oggi conta 650 negozi in 14 Paesi. «La regione sta vivendo un momento di stabilizzazione: il 2017 dovrebbe chiudersi con una crescita del mercato a +1-2% - spiega Patrick Chalhoub, co-Ceo del Gruppo –. Siamo consapevoli che difficilmente torneremo ai fasti di un tempo, ma siamo alla ricerca di nuove soluzioni che possano andare a incontrare le esigenze dei compratori del lusso. Giovani e digitalizzati».

Tra le nuove soluzioni alle quali sta lavorando il gruppo Chalhoub – che dopo un 2016 negativo, con vendite a -1% e profitti in calo del 33%, si aspetta di registrare un incremento nei ricavi superiore al 4% nel 2017 – c’è senza dubbio l’e-commerce: attualmente il gruppo ne ha cinque nel proprio portfolio (tra cui L’Occitane, Sephora e Level Shoes), ma altre cinque aperture sono previste entro la fine del 2017. Le vendite online, del resto, rappresentano un canale in netta crescita nei Paesi del Golfo: se oggi gli acquisti virtuali assorbono solo il 2,5% del fatturato totale del segmento lusso nella regione (e quindi 200-230 milioni di dollari), secondo il White Paper nel 2019 contribuiranno alle vendite di prodotti di altagamma per circa 1,5 miliardi di dollari. Merito (anche) dei già citati Millennials ed esponenti della Generazione Z (nati dopo il 2000): secondo le Nazioni Unite, metà della popolazione del Golfo è under 30, con picchi del 52% in Arabia Saudita e del 51% in Oman.

Nel 2016 il tasso di penetrazione di Internet nell’area Gcc ha toccato quota 84% contro una media mondiale del 49,50% e, in termini di utilizzo da parte degli utenti del Golfo, che si collegano principalmente dallo smartphone, a fare la parte del leone sono soprattutto i social network: emiratini e sauditi passano rispettivamente 3,27 ore e 2,86 ore al giorno sui social, contro le 1,85 ore della media mondiale. «I social media hanno fatto cadere molte barriere nell’area Gcc – continua Chalhoub – e piacciono molto: in particolare i giovani amano Whatsapp e Instagram, piattaforma sulla quale seguono gli influencer ». Da qui l’idea di accelerare sul fronte della digitalizzazione: «Il digitale è una voce importante negli 80 milioni di investimenti stanziati per il 2017 – dice il co-Ceo – ; il nostro focus è sulle modalità di interazione con il consumatore: stiamo ripensando il nostro approccio commerciale all’insegna dell’omnichannel andando incontro alle esigenze specifiche del nostro mercato». I pagamenti in contanti, per esempio: «Il 75% delle nostre vendite online viene pagato in contanti perché le carte di credito non sono molto diffuse, specialmente in Arabia Saudita. Per i clienti che non amano fornire il proprio indirizzo per la consegna abbiamo creato un servizio “cash&collect”: consegniamo dove vogliono, e possono pagare in contanti».

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