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La Rinascente Duomo ha il record europeo dei ricavi per metro quadro

il nuovo ad pierluigi cocchini

La Rinascente Duomo ha il record europeo dei ricavi per metro quadro

Difficile immaginare un anno tanto importante come il 2017 per La Rinascente. Due mostre celebrano i cento anni del grande magazzino, come si diceva una volta, più famoso d’Italia. Fu Gabriele D’Annunzio a sceglierne il nome, nel 1917, quando era all’apice del successo. Ed è probabilmente l’unico caso al mondo di negozio battezzato da un poeta: un lato pop, potremmo dire, di D’Annunzio, che lo portò anche a inventarsi la parola tramezzino, da usarsi al posto dell’inglese sandwich, e a convincere Giovanni Agnelli senior che automobile doveva essere di genere femminile. Domani si apre al museo m.a.x. di Chiasso “La Rinascente:100 anni di creatività d’impresa attraverso la grafica”, mentre da giovedì prossimo Palazzo Reale, il più prestigioso degli spazi espositivi del Comune di Milano, ospiterà “LR100: Rinascente, stories of innovation”.

Le due mostre resteranno aperte fino al 24 settembre, ma non è tutto: in settembre verrà inaugurata la nuova Rinascente di Roma, in via del Tritone, che per dimensioni e location (mille le persone che ci lavoreranno) farà crescere molto i ricavi del gruppo e stabilirà un ulteriore legame tra presente e passato. Il ritrovamento di un acquedotto inaugurato nel 19 avanti Cristo ha ritardato l’apertura di due anni,ma renderà La Rinascente Roma «l’unico department store al mondo con mini museo archeologico annesso», sottolinea il nuovo ad Pierluigi Cocchini.

La Rinascente Duomo cresce ininterrottamente da oltre dieci anni. Roma replicherà le molte novità introdotte a Milano e negli altri undici negozi italiani?

Sarà imponente, come Milano. Otto piani per una superficie di quasi 14mila metri quadrati. La terrazza di Milano è famosa per la vista sul Duomo, quella di Roma sarà ancora più spettacolare, perché offre un panorama che fa capire fino in fondo definizioni come Roma caput mundi o frasi come “tutte le strade portano a Roma”. Impossibile descriverla, va vista e goduta, anche grazie all’annesso ristorante. Detto questo, via del Tritone non sarà la copia di Milano: La Rinascente è una “collezione” di negozi unici, non una catena.

Come è andato il 2016 e come va il 2017?

Per Milano non c’è stato alcun rallentamento rispetto al 2015, che grazie ad Expo aveva chiuso con numeri eccezionali. A livello di gruppo, negli undici negozi, le vendite 2016 sono salite del 3% a 615 milioni. Milano da sola ha chiuso a 350 milioni (erano 150 nel 2015) e per il 2017 prevediamo un +5/6%. Cresce inoltre lo scontrino medio (+4%) e lo shopping tax free (+25%), grazie ai cinesi, ma anche al ritorno dei russi. La resa al metro quadro in Duomo supera i 20mila euro, un record europeo. Anzi, un benchmark.

In un decennio La Rinascente è radicalmente cambiata e cresciuta. Negli Stati Uniti, dove i department store sono nati, i grandi nomi sono in crisi. Come lo spiega?

Sono molti i motivi di turn around di successo. Nel nostro caso c’è stata la visione di Vittorio Radice, amministratore delegato dal 2005 al 2011 e oggi vicepresidente, e del mio predecessore Alberto Baldan. Cruciale poi la volontà di guardare alla crescita di medio-lungo termine dimostrata dagli investitori che rilevarono La Rinascente nel 2005 e ora dal gruppo tailandese Central Retail, proprietario dal 2011. Oltre che collezione di negozi unici vogliamo essere una “house of brands”, aggiustando continuamente il mix di marchi e adeguando gli spazi alle esigenze o risposte dei clienti, italiani e non.

A differenza dei colossi Usa, avete puntato poco sull’e-commerce. Perché?

Non abbiamo mai creduto di poter trasferire online l’offerta fisica dei negozi. Stiamo invece per presentare un servizio on demand, una sorta di catalogo 2.0: il cliente può scegliere e noi consegneremo dove vuole, in un punto vendita, a casa, in albergo.

Altri progetti per il 2017?

Accogliendo l’invito del sindaco Beppe Sala e del Tavolo della moda che fa capo al ministero per lo Sviluppo economico, per la fashion week donna di settembre co-organizzeremo eventi e allestiremo location in tutta la città. Il modello è la settimana del design, che per i milanesi è una festa. Nessuno dovrebbe percepire il mondo delle sfilate come chiuso e autoreferenziale.

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