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Luxury Summit, strategie digital e alleanze per crescere

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Luxury Summit, strategie digital e alleanze per crescere

Il successo nei settori della moda e del lusso si basa su un mix di intuizioni e analisi; di innovazione a volte sfrontata e razionalità; di stile creativo e manageriale. Molti di questi elementi non possono essere studiati a tavolino, altri richiedono studio, analisi, ascolto e osservazioni quasi maniacali dei consumatori e dei mercati locali e globali.

Il Luxury Summit del Sole 24 Ore, giunto alla nona edizione, vuole essere uno strumento per confrontarsi sul presente e soprattutto cercare di capire cosa ci aspetta in futuro, in un mondo dove tutto è accelerato e sempre più difficile da prevedere. Senza disdegnare quindi uno sguardo al passato, perché dalle case history di successo e dalle esperienze – oltre che dalla storia in generale – si può e si deve sempre imparare. I temi del Luxury Summit 2017, che si terrà nella sede del Sole24Ore di via Monterosa 91, a Milano, domani e giovedì, sono due: “Il lusso tra innovazione e nuove alleanze” per la prima giornata, “Luxury beauty session” per la seconda.

Nel 2016 il mercato globale dei beni di lusso personali è cresciuto meno che in passato ma si è dimostrato comunque tra i più resilienti e promettenti. Non solo: l’Italia è riuscita a conquistarsi una fetta importante delle vendite a livello globale, grazie alla qualità del made in Italy, al know how artigianale che ancora quasi miracolosamente sopravvive e, last but not least, grazie alle filiere del tessile-abbigliamento-moda, della cosmesi e di accessori come gioielli e occhiali.

Un patrimonio che solo l’Italia continua ad avere, come dimostrano le scelte di maison del lusso francesi, inglesi, americane e tedesche di delocalizzare qui le produzioni di alta gamma o di comprarsi marchi e aziende italiane, potenziandole sul nostro territorio in termini produttivi e rilanciandole su scala globale dal punto di vista commerciale. Secondo un recente studio di Deloitte, delle prime cento aziende del lusso, oltre un quarto (26) sono italiane (si veda anche Il Sole 24 Ore del 15 maggio).

Ma veniamo al programma di domani: apriranno i lavori Carlo Marenzi, presidente della neonata Confindustria Moda e di Pitti Immagine e Carlo Capasa, presidente della Camera della moda, fornendo un quadro d’insieme e sottolineando come entrambi abbiano messo tra le priorità delle rispettive presidenze una maggiore collaborazione tra le istituzioni che rappresentano la filiera. Boston Consulting Group presenterà uno studio sulla segmentazione dei consumatori, sempre più complessa con l’affacciarsi dei Millennials.

Pascal Houillon di Cegid parlerà di come il digitale sta trasformando le esperienze di shopping online e offline, mentre Kpmg offrirà uno studio sul ruolo dell’M&A per la crescita, soprattutto all’estero. Di digitale si parlerà inoltre in una tavola rotonda sull’e-commerce con retailer fisici ed e-tailer, mentre rappresentanti di Facebook, Instagram e Google forniranno la loro visione delle interazioni con la moda e il lusso. Tra le testimonianze, Luisa Delgado, ceo di Safilo, e per parlare del tema strategico della sostenibilità ambientale, Nicolas Bargi, fondatore e ceo di Save the Duck.

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