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Focus Italia per il retail di Under Armour

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Focus Italia per il retail di Under Armour

Correva l’anno 1996 quando Kevin Plank, capitano della squadra di football della University of Maryland, decise di creare una t-shirt che rispondesse appieno alle esigenze degli atleti: grazie a uno speciale tessuto infatti, risultava soffice e traspirante. E asciugava il sudore molto più velocemente rispetto al passato.

Trentun anni e più di un tessuto hi-tech dopo, mentre l’athleisure spopola ben oltre i confini delle palestre, Under Armour è un’azienda di abbigliamento sportivo e accessori che veste atleti e amatori dalla testa a i piedi (le scarpe sono arrivate nel 2006) e, mantenendo fissò il focus sulla ricerca, compete con i giganti dello sportswear internazionale come Nike, Puma e Adidas.

Nel 2016 i ricavi dell’azienda, sempre guidata da Plank e quotata al Nyse, sono saliti del 22% a 4,8 miliardi di dollari, con le scarpe e l’abbigliamento donna ad assorbire 1 miliardo di dollari ciascuno, e un obiettivo 2017 fissato a 5,4 miliardi di dollari (+11-12%), consapevoli delle sfide, soprattutto distributive, che il marchio si trova ad affrontare nel suo core market, gli Usa, cui deve l’80% del giro d'affari.

I mercati internazionali hanno trainato i conti dell’azienda nel primo trimestre 2017 (+7%) con le vendite nell’area Europa-Medio Oriente in aumento del 55% rispetto al periodo febbraio-aprile 2016. Under Armour, che ha appena nominato Patrik Frisk nuovo Presidente e Coo e avviato una riorganizzazione “digital oriented”, sta guardando all’estero come a una leva per crescere. Tra i mercati europei più importanti c’è l’Italia dove il brand è presente da nove anni e dal 1 gennaio 2017 è distribuito da Oberalp, gruppo altoatesino che ha già nel proprio portfolio brand come Salewa e, tra gli altri, distribuisce Fischer e Speedo.

Oberalp ha rivoluzionato la rete di vendita del marchio americano: «Abbiamo aperto il primo negozio monomarca italiano di Under Armour a Oriocenter - spiega Michele Rossi, business unit manager - e puntiamo a 20 aperture nei prossimi 3-5 anni tra centri città, shopping mall e outlet».

Lo store di Orio al Serio è uno dei primi monomarca europei del brand di Baltimora ed è concepito come una vetrina di oltre 400 metri quadrati pensata «per far conoscere al consumatore italiano questo brand di prodotti performance che fa del training la chiave del successo di ogni sportivo». L’obiettivo economico è ambizioso: «Entro il 2023 vogliamo raggiungere i 100 milioni di ricavi». A spingere il fatturato sarà, come già detto, l’espansione retail che, tra le prossime tappe, conta Milano, Roma, ma anche Torino, Firenze, Napoli, Venezia.

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