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Mango Italia condannata per saldi ingannevoli, ma l’azienda smentisce

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Mango Italia condannata per saldi ingannevoli, ma l’azienda smentisce

(Fotogramma)
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Mango Italia è stata condannata per pratica commerciale scorretta. Il giudice Marangoni del Tribunale di Milano ha infatti emesso una sentenza nella causa promossa da Codacons contro l’azienda di abbigliamento, che è stata condannata, più precisamente, per comportamento ingannevole nei confronti dei consumatori.

Il Tribunale, si legge in una nota, « ha considerato ingannevole la pratica di Mango, consistente nell’applicare un bollino riportante un prezzo maggiore sul cartellino applicato su ciascun capo di abbigliamento offerto in vendita originariamente riportante un prezzo di minore entità, inibendone così la prosecuzione».

Tale condotta, secondo il Tribunale «appare dunque potenzialmente idonea ad incidere sulle scelte di acquisto del consumatore, il quale ove fosse in grado di rilevare la differente indicazione del prezzo normale di vendita orienterebbe diversamente il proprio comportamento commerciale per l’incertezza sulla reale entità dello sconto praticato dalla convenuta».

Per il Codacons si tratta di una «sentenza storica, una vittoria per tutti i consumatori. Finalmente è stato posto un limite al comportamento che i negozi di abbigliamento possono adoperare al fine di comunicare gli sconti sui propri prodotti in vendita. Il consumatore deve essere sempre tutelato, con un'informativa corretta e chiara sul prezzo di vendita originario del prodotto, sul quale viene poi applicato lo sconto. Tale sentenza farà scuola, tutti i negozi di abbigliamento dovranno ora informare correttamente i consumatori degli sconti applicati, pena l'essere riconosciuti colpevoli di pratica ingannevole».

Mango avrà ora 30 giorni per poter adeguare il proprio comportamento, dovendo anche dare pubblicità al provvedimento giudiziario, a proprie spese, su «Il Sole 24 Ore».

Tuttavia, arriva immediata la smentita di Mango che annuncia battaglia. «Mango smentisce categoricamente di aver condotto pratiche disoneste di qualsiasi tipo per quanto riguarda l’aumento dei prezzi prima dei saldi. Mango mantiene sempre gli stessi prezzi per tutta la stagione in ogni Paese e applica gli sconti su questi prezzi, senza aumentarli prima».

L’azienda dunque «è in disaccordo con la sentenza seguita all’accusa di Codacons e, conseguentemente, farà appello in quanto convinta che le modalità di etichettatura degli indumenti Mango durante la stagione siano corrette (compresi i periodi dei saldi) e in nessun caso confondono o risultano poco
chiari per i propri clienti».

E spiega che «le etichette originali arrivano di default con i prezzi spagnoli/portoghesi e sono così riportati sull’etichetta per evitare confusione.
Ogni capo viene poi rietichettato in Italia con il prezzo corrispondente al proprio
mercato, con un adesivo che copre l’etichetta originale. Durante i saldi, viene
aggiunto un adesivo rosso sull’etichetta (coprendo quindi la precedente) che include le informazioni sul prezzo originale italiano per quel capo specifico e
il nuovo prezzo scontato».

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