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La moda italiana in mostra a Palazzo Reale per i 60 anni di Camera Moda

CELEBRAZIONI

«Il 2018 sarà un anno importante per la Camera della Moda: festeggeremo i primi 60 anni. Lo faremo, in primis, con una mostra che racconta cosa è successo, in Italia e nella moda, in un trentennio fondamentale, quello che va dal 1971al 2001». Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda, ha presentato un importante progetto che accenderà i riflettori sulla moda made in Italy: “Italiana. L'Italia vista dalla moda. 1971-2001”, questo il titolo della mostra, verrà inaugurata il 22 febbraio 2018, durante la settimana della moda donna di Milano, per concludersi il 6 maggio.
A curare la retrospettiva, che tra i propri sponsor ha il gruppo Ynap e Pomellato, sono Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi, già curatori della fortunata “Bellissima. L'Italia dell'alta moda 1945-1968” andata in scena in Italia (al Maxxi e alla Villa Reale di Monza) e all'estero tra il 2014 e il 2016.
«Il progetto è nato dal desiderio di percorrere in maniera non cronologica gli anni cruciali della moda italiana – spiega Maria Luisa Frisa, critica, curatrice e direttore del corso di laurea in Design della Moda presso lo Iuav – così da poter capire il presente guardando al passato. La moda italiana è una straordinaria piattaforma di conoscenza e un ottimo dispositivo di comprensione del tempo: in essa, infatti, si intrecciano estetica, società, economia». A farle eco è Stefano Tonchi, dal 2010 direttore di W Magazine: «Con “Italiana” vogliamo guardare la moda italiana in un contesto ampio, del quale fanno parte i vestiti, certamente, ma soprattutto la rappresentazione del mondo che quegli stessi capi esprimono».
Le date scelte per circoscrivere il periodo storico di riferimento rappresentano momenti “ rivoluzionari”, nella moda ma non solo: nel 1971 Walter Albini sfila per la prima volta a Milano con la sua linea di pret-à-porter, segnando un confine indelebile con l'epoca dell'alta moda; il 2001 è un anno di profonda cesura, complici gli attentati terroristici dell'11 settembre e il progressivo avvento della tecnologia che ha cambiato e cambierà di nuovo il dna della moda.
Proprio le aziende hanno visto di buon occhio l'iniziativa della Camera della Moda, sostenendo finanziariamente la realizzazione della mostra: «L'ho fatto per una questione di cuore, perché i primi imprenditori della moda a darmi fiducia quando ho lanciato Yoox, nel 1999, sono stati gli italiani – ha detto Federico Marchetti, ceo di Ynap e fondatore di Yoox Group – e poi perché il made in Italy è la prima voce del nostro fatturato, anche oggi che siamo un'azienda globale: è un business in crescita».
«Ci siamo subito innamorati di questo progetto – ha fatto eco Vincenzo Castaldo di Pomellato, che proprio nel 2017 festeggia 50 anni – e in esso ci siamo riconosciuti: il nostro brand ha portato la gioielleria nel pret-à-porter avvicinandola, di fatto, alla moda ».
La mostra ha il patrocinio del Comune di Milano: «Sarà un'occasione per riflettere sul percorso di successo della moda made in Italy, un successo economico, artistico, culturale e di costume – ha concluso Cristina Tajani, assessore alle Attività Produttive e alla Moda – ed è l'emblema di una collaborazione “win-win” tra istituzioni: la moda a Milano può appoggiarsi al Comune e, viceversa, noi come città abbiamo la possibilità, grazie alla moda, di affermarci come vetrina internazionale del made in Italy.

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