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Milano Unica, la ripresa dell’export arriva da Cina e Hong Kong

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Milano Unica, la ripresa dell’export arriva da Cina e Hong Kong

Sfidare la congiuntura non favorevole con una mossa audace. Sembra essere questa la strategia alla base della 25esima edizione di Milano Unica, dedicata alle collezioni autunno- inverno 2018-19. Quello del tessile, infatti, è un bilancio in chiaroscuro: secondo i dati Istat elaborati da Sistema Moda Italia, il 2016 si è chiuso con il fatturato della tessitura italiana (lana, cotone, lino, seta e maglia) in calo dello 0,9% a 7,83 miliardi di euro, con il valore della produzione in flessione dell’1,1% e con l’export, vero driver del tessile moda made in Italy negli anni di crisi, a 4,3 miliardi circa (-1%). Il 2017 è cominciato in modo più dinamico: nel primo trimestre la produzione industriale ha registrato un incremento tendenziale del 2% e le esportazioni sono aumentate del 3,5%, trainate dai paesi extra Ue (+8,5%) e, in particolare, dalla Cina (+22,1%), da Hong Kong (+10,8%) e dagli Usa (+6,2%).

La mossa audace è stata quella di anticipare di quasi due mesi le date della manifestazione, partita ieri alla Fiera di Milano-Rho con 456 espositori, il 20% in più rispetto a settembre 2016, per incontrare le esigenze del mercato. «Aderendo alla nostra proposta – ha spiegato Ercole Botto Poala, presidente di Milano Unica, gli imprenditori hanno scelto ancora una volta di voler rischiare e fare squadra. Il tessile-moda sta vivendo grandi cambiamenti, visibili oggi nella crisi del retail americano, per esempio, che impatteranno sul nostro modello di business: dobbiamo continuare a investire nella trasformazione per non rimanere indietro».

Tra i promotori di questa filosofia c’è Claudio Marenzi, presidente della neonata Confidustria Moda: «Da cliente (è il presidente di Herno, ndr) ritengo che l’anticipazione della fiera a luglio sia fondamentale: sono sicuro che Milano Unica avrà grande successo perché rappresenta una nuova espressione della voglia di collaborare da parte dei diversi soggetti del tessile-moda italiano», ha detto Marenzi.

A spingere la collaborazione sono state innanzitutto le istituzioni: «Il Governo è accanto agli imprenditori con entusiasmo in questo percorso – ha detto Ivan Scalfarotto, sottosegretario allo Sviluppo Economico – in cui il tessile italiano deve dettare l’agenda internazionale». Un sostegno importante arriva dall’asse Mise-Ice: «Per il 2017 abbiamo stanziato 34 milioni di euro a sostegno del Piano per il made in Italy – ha detto Michele Scannavini, presidente di Ice – il 45% in più rispetto al 2016». Di questi, 14 milioni di euro sono allocati proprio a supporto delle principali fiere italiane: «Negli ultimi 4 anni abbiamo dato 10 milioni di euro a Milano Unica – chiosa Scalfarotto – proprio per agevolare il “cambio di passo” in corso».

Presente all’inagurazione anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha sottolineato l’importanza del settore per il capoluogo lombardo che da meta business si sta trasformando in una città da 8 milioni di turisti.

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