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Più ordini dal lusso premiano l’«anticipo» di Milano Unica

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Più ordini dal lusso premiano l’«anticipo» di Milano Unica

Saltare sull’onda della trasformazione premia, ma richiede grandi sforzi. Come quelli fatti dagli imprenditori tessili che con le loro aziende sono presenti in questi giorni a Milano Unica: chiamati a presentare le collezioni autunno-inverno 2017/18 con quasi due mesi d’anticipo rispetto alla consueta tabella di marcia, hanno deciso di rimboccarsi le maniche e accelerare il lavoro.

Sono felici di averlo fatto: «Ritengo sia stata una mossa positiva – spiega Alessandro Barberis Canonico, amministratore delegato del lanificio Vitale Barberis Canonico – perché rende un importante servizio al cliente. I grandi gruppi del lusso fanno una grossa parte del loro business con le pre-collezioni: noi consegneremo con un mese e mezzo d’anticipo rispetto a quanto fatto lo scorso anno, agevolandoli notevolmente». Barberis Canonico non si sbilancia sulla riuscita dell’operazione, ma restituisce fin da subito l’immagine di una fiera dinamica: «Rispetto all’edizione di settembre 2016 abbiamo un +14% di appuntamenti fissati in stand», dice l’imprenditore. Lo storico lanificio biellese, che realizza l’84% del proprio giro d’affari all’estero, chiuderà il 2017 in leggera crescita rispetto all’anno precedente: «Il primo semestre dell’anno si è chiuso con ricavi in aumento del 3,5% - conclude – e mi aspetto a fine anno di superare di poco i 152 milioni di euro del 2016. La situazione internazionale incerta e il dollaro in via di indebolimento rappresentano incognite importanti».

Anche Lincoln Germanetti, amministratore delegato e presidente di Tollegno Holding, cui fanno capo le società Tollegno 1900 e Manifattura di Valduggia, è soddisfatto dell’anticipazione delle date della manifestazione: «Abbiamo accolto la sfida con entusiasmo – dice –, anche se abbiamo dovuto fare uno sforzo importante, come avviene in tutte le fasi di rodaggio». L’azienda laniera, che conta circa mille dipendenti in tutto il mondo, ha chiuso l’anno con 156 milioni di ricavi consolidati contro i 150 del 2015 e Germanetti guarda al 2017 con ottimismo: «Il nostro business è ben equilibrato tra Europa, Asia e Stati Uniti, che assorbono un terzo dei ricavi ciascuno. In questi primi mesi del 2017 abbiamo notato una ripresa della Russia, che tuttavia non è un nostro mercato di riferimento, e grossi cambiamenti in corso negli Usa, dove siamo presenti con un presidio diretto da oltre 20 anni: le grosse trasformazioni, come quella che oggi interessa il retail, arrivano spesso da lì e sta a noi accoglierle come opportunità».

Le aziende del monte della filiera stanno cominciando a risentire delle nuove esigenze dei consumatori. Lo conferma Luca Belenghi, ad del Gruppo Tessile Monti, azienda trevigiana specializzata nella produzione di tessuti per camiceria maschile che ha chiuso il 2016 con 102 milioni di ricavi: «La congiuntura del mercato internazionale non è semplice: il 2016 è stato un anno complesso, con il premium che ha trovato diversi fronti di resistenza, ma risultati positivi nell’alto di gamma e nel su misura. Ciò è dovuto ai flussi turistici, ai cambi, ma anche alle modalità di consumo in evoluzione». Il 2017, invece, per Belenghi «è partito bene, ma il quadro rimane molto fluido».

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