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Dopo sette anni (in miniera) arriva Epokale da Cantina Tramin

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Dopo sette anni (in miniera) arriva Epokale da Cantina Tramin

Dopo sette anni di invecchiamento al buio nella miniera di Monteneve, in Val Ridanna, oggi vede finalmente la luce Epokale, il nuovo vino con cui la Cantina Tramin ridefinisce ancora una volta i confini e lo stile del vitigno simbolo dell'Alto Adige. Un nome che può suonare altisonante, persino presuntuoso, ma che invece fa riferimento alla tradizione sudtirolese di almeno due secoli fa, quando questo vino veniva proposto con un generoso residuo zuccherino.

Il direttore tecnico Willi Stürz e il direttore commerciale Wolfgang Klotz hanno scelto una miniera – dismessa nel 1985 dopo 800 anni di estrazioni di argento, piombo e zinco e oggi trasformata in museo - grazie alle condizioni praticamente perfette per l'affinamento: la temperatura di 11° e l'umidità del 90% sono costanti per tutto l'anno e la pressione atmosferica di alta quota (2.000 metri) influisce positivamente.

La prima annata è frutto della vendemmia 2009, con raccolta a fine ottobre e una resa in vigneto di 45 quintali per ettaro. Le uve provengono dai vigneti più vecchi, nei dintorni del maso Nussbaumer, da cui prende il nome l'etichetta più nobile della “Casa del Gewürztraminer”, disegnata dall'architetto Werner Tscholl ispirandosi alla vite e alla sua morfologia. Dopo la vinificazione, il vino ha sostato per 8 mesi sui lieviti prima di essere imbottigliato e poi stoccato, ad agosto 2010, a 4 chilometri dall'imbocco della galleria, a una profondità di 450 metri sotto la montagna. Si tratta di una versione inedita e coraggiosa, con un potenziale di invecchiamento di oltre vent'anni: il naso è particolarmente ricco, con note esplosive di fiori bianchi, petali di rosa, frutti esotici, mango e litchi in particolare, e profumi speziati di cannella, zenzero e chiodi di garofano; la bocca è grintosa, profonda e di sorprendente freschezza, nonostante i 107 gr/l di zuccheri residui, con una lunga persistenza.

Una bottiglia – disponibile in soli 1.200 preziosi esemplari – senza timori reverenziali nei confronti dei più grandi Gewürztraminer tedeschi o alsaziani, perfetta da abbinare al Kaiserschmarrn o allo strudel di mele ma anche a formaggi cremosi come il taleggio o a piatti più impegnativi come il cervo con spezie alpine, pera e marmellata di mirtillo rosso. La Cantina Tramin, nata nel 1898, produce ogni anno circa 1,8 milioni di bottiglie e ha chiuso il 2016 con un fatturato totale di 13 milioni di euro.

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