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Jsh, l’avventura italiana nell’hotellerie in città…

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Jsh, l’avventura italiana nell’hotellerie in città d’arte e villeggiatura

Fondato nel 2010, JSH Hotels Collection è un gruppo italiano di gestione alberghiera con 15 strutture tra resort, city hotel, boutique e design hotel. A parte due alberghi a Pontresina e Innsbruck, i 4 e 5 stelle del portfolio sono in città d'arte e villeggiatura del Belpaese, e propongono uno stile di ospitalità attuale con chef stellato (Andrea Ribaldone coordina tutte le cucine), e Local Coach, che orienta nella scoperta del territorio e nelle esperienze da scegliere. Il presidente Andrea Cigarini racconta a Luxury24 una storia di imprenditoria italiana di successo.
Iniziamo con le presentazioni
Io e Raniero Amati lavoriamo insieme dal 2001, e grazie al nostro rapporto umano e professionale consolidato e all'esperienza nell'hotellerie, abbiamo fondato JSH.
Lei per esempio di cosa si occupava inizialmente?
Ho fatto un corso post laurea in management alberghiero e da lì sono entrato rapidamente e con fortuna nel settore, iniziando con una direzione a Milano.

Dove?
Al Mercure in Conca del Naviglio. A 26 anni gestivo quel piccolo albergo di 105 camere senza alcuna esperienza, eppure abbiamo fatto numeri straordinari, raddoppiando il fatturato in due anni. Poi mi hanno chiamato per una direzione a Genova, e da lì sono passato al Grand Hotel di Rimini. A quel punto, di anni ne avevo 30. Ed è proprio a Rimini che ci siamo conosciuti noi fondatori di JSH. Raniero, oggi Direttore Marketing, collaborava con me alla direzione. Tutto ciò per dire che siamo essenzialmente degli operativi. Nel 2006 abbiamo iniziato in proprio un'attività di consulenza: riorganizzavamo aziende alberghiere in difficoltà, spesso di imprenditori che investivano nell'ospitalità pensando che fosse semplice, prendendo invece delle sonore batoste.
Perché avete smesso?
In Italia è impossibile fare consulenza ai privati. C'è un limite culturale, e una difficoltà irriducibile a delegare. Pur rivolgendosi a una società esterna per farsi aiutare, il proprietario pretende l'ultima parola anche sul facchino e sui fiori. E poi, se dopo immani sforzi, riesci a produrre dei risultati, tempo un paio di anni e pensano di poter fare da soli, quindi risolvono il rapporto o, peggio, smettono di pagare. È frustrante.
Quindi avete cambiato rotta?
Nel 2010, abbiamo deciso di passare alla gestione. La crisi economica aveva sconvolto la dinamica della domanda/offerta del Management alberghiero in Italia, e molti sono falliti perché impegnati in canoni d'affitto insostenibili, determinati da valori immobiliari pre-crisi. Avvantaggiati dal momento, dal nostro background operativo e da uno staff preparato, siamo riusciti a prendere in affitto alcuni alberghi importanti, pur non avendo grandi patrimoni.
Come avete fatto?
Nessuno di noi è milionario di famiglia; abbiamo avuto il sostegno di Unicredit, che ci ha fornito la prima dotazione finanziaria. E siamo partiti per quest'avventura. Qualcosa l'abbiamo indovinata, qualcosa no.
Parliamo di un successo
Mare Pineta a Milano Marittima. È un affitto con un canone alto, garanzie fideiussorie e un investimento già speso di 7-800 mila euro per trasformarlo da 4 a 5 stelle. Ma ci dà delle soddisfazioni.
Cosa avete cambiato?
Abbiamo finito il restyling delle aree comuni, i ristoranti e un nuovo blocco, tutto firmato da Piero Lissoni. Per la prossima stagione sono in programma spa e palestra. Intanto lavoriamo sul servizio.
Come si ottiene un buon servizio?
Bisogna centrare squadra e direttore, e lavorare sull'organizzazione corporate e office, cosa che stiamo facendo con l'aiuto di consulenti esterni.
Dove sono i vostri alberghi?
Nelle più importanti città italiane: Roma, Milano, Firenze e Venezia, dove abbiamo appena firmato un contratto per una nuova struttura.
Si può già dire il nome?
Deve essere ancora realizzata. Si tratta della conversione di un edificio di uffici al Tronchetto, un 4 stelle con 200 camere di target commerciale, easy, in posizione strategica. Non avrà lo charme del Canal Grande, ma ci arrivi in auto, parcheggi e prendi il vaporetto a pochi passi.
E oltre alle città d'arte?
Stiamo ampliando il portfolio nelle località di villeggiatura, dove si possono fare meeting, vacanze e sport. Per esempio, abbiamo quattro resort con campo da golf: in Veneto (Galzignano), in Salento (Acaya), in Toscana (Golf Hotel Punta Ala) e in Sicilia (Il Pìcciolo Etna).
Previsioni per il futuro?
Vogliamo arrivare a un fatturato indicativo di 100 milioni. Abbiamo contratti in payplain a Milano, Venezia e Roma, grazie ai quali arriveremo a un migliaio di camere tra queste tre città. Inoltre ci piacerebbe trovare qualche struttura in Sardegna e Toscana.
Nessun cinque stelle lusso nella pipeline?
Per scelta arriviamo al cinque stelle, al momento 3 strutture (Radisson Blu a Roma, Europa a Innsbruck e Mare Pineta). Il lusso va presidiato, non può essere delegato.

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