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Cos cresce nel filone della moda-design a prezzi contenuti

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Cos cresce nel filone della moda-design a prezzi contenuti

Un look della collezione donna  AI 2017/18
Un look della collezione donna AI 2017/18

«I nostri clienti sono principalmente persone creative e artisti» dice, riportando senza enfasi un semplice dato di fatto, Karin Gustafsson, direttore creativo di Cos, l’esperimento di designer fashion low cost nato nel 2007, esattamente dieci anni fa, all’interno dell’universo H&M e sviluppatosi in una entità autonoma, con design studio a Londra e una rete in crescita continua di store - 210 al momento - in 34 paesi.

Gustafsson è a Milano, dove Cos conta già su tre punti vendita, e da qui racconta il successo internazionale del marchio che è stato fulmineo, ed è dovuto in larga parte alla peculiarità dell’offerta: abiti e accessori senza tempo, dal design essenziale e ricercato, a prezzi decisamente accessibili. Senza comunicazione, però, oggi non c’è vera identità. Cos si è assicurato il favore della comunità creativa con sconfinamenti nel campo del design, tra i quali spiccano le installazioni - rigorosamente aliene dall’esposizione di qualsivoglia prodotto - realizzate a Milano in occasione del Salone del Mobile, e poi il Cos magazine a cadenza semestrale, in parte catalogo, in parte rivista di nicchia. «Ci piace condividere con il nostro pubblico quel che ci interessa, che sia il lavoro di un industrial designer, di un pittore o un contenuto» spiega Gustafsson. Svedese, ma formatasi a Londra, si è unita al team di Cos nel 2006, quando il progetto era solo un embrione, raggiungendo rapidamente l’attuale posizione.

«I nostri valori sono trasversali e democratici - aggiunge - Non abbiamo un target definito, quanto piuttosto vario ed esteso. Offriamo prodotti che sono accessibili, senza stagione, durevoli. Cos è in primo luogo un atteggiamento, un modo di guardare alle cose che predilige l’essenza».

Mantenere il focus sulla costante innovazione formale moderando il prezzo è naturalmente una sfida, che si traduce in un equilibrio sereno, invero alquanto scandinavo, di astrazione e accessibilità. Non sorprende in questo senso che Cos sia diventato beniamino della comunità modaiola, trasformando il lessico minimal in un codice aperto e inclusivo. «La qualità del design per noi è fondamentale - conclude Gustafsson -. Le nostre collezioni partono da uno studio attento di tagli e drappeggi. È un processo estremamente laborioso, che inizia diciotto mesi prima che il prodotto arrivi in negozio. È importante che i nostri pezzi siano moderni, funzionali, belli al tatto. Per questo lo studio è a Londra: una città davvero cosmopolita, che stimola e fa progredire la nostra estetica».

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