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Arena sempre in gara (con Paltrinieri) spinge su hi-tech e…

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Arena sempre in gara (con Paltrinieri) spinge su hi-tech e Millennials

«Il 2017 sarà un altro anno di crescita per la nostra azienda: prevediamo di raggiungere i 116 milioni di euro di fatturato, contro i 111 milioni dello scorso anno. Cresciamo a ritmi sostenuti in tutto il mondo, ma il cuore di Arena rimane a Tolentino, nelle Marche, dove c'è il nostro quartier generale». Da circa un anno Giuseppe Musciacchio condivide con Luca Selvatici la carica di ceo di Arena, azienda di abbigliamento per nuoto e sport acquatici (e non solo), fondata nel 1973 da Horst Dassler, figlio del fondatore di Adidas e grande appassionato di sport. La storia narra che Dassler, affascinato dalle sette medaglie di Mark Spitz alle olimpiadi di Monaco 1972, decise di fondare un brand di costumi da gara in grado di fare della tecnologia la chiave di volta per il miglioramento della performance. Arena è oggi un'azienda globale a tutti gli effetti: controllata dal fondo di private equity svizzero Capvis, gestisce il mercato europeo – attraverso le sedi in Italia, Germania e in Francia – e statunitense, con una filiale inaugurata a Portland nel 2011, ed è presente in 116 paesi. Proprietà e gestione del brand in 11 mercati in Estremo Oriente spettano invece al Gruppo Descente, con sede in Giappone. L'internazionalizzazione è stata una delle direttrici di sviluppo del Gruppo: «Oggi l'80% del giro d'affari si concentra fuori dall'Italia. Nel 2007 l'export era “solo” la metà del business aziendale» spiega Musciacchio. Tra i mercati più dinamici spiccano «La Francia, che è il nostro primo mercato, l'Italia, la Germania, gli Usa, la Russia e la Spagna. Ultimamente stanno crescendo molto le vendite nel Regno Unito».

La fama di Arena è legata a doppio filo al costume da gara realizzato con il tessuto Skin Fit, creato negli anni Settanta e spesso solo 18mm, e l'azienda mantenga inalterato il proprio legame con il mondo della competizione sportiva sponsorizzando eventi internazionali e vestendo e atleti tra cui l'italiano Gregorio Paltrinieri, vincitore dell’oro nei 1.500 m a stile libero ai Mondiali di Nuoto di Budapest.

Nel tempo, tuttavia, l'evoluzione del dna del brand ha avuto un riscontro nell'ampliamento del range di prodotti a marchio Arena: «Il 15% delle nostre vendite dipende dai costumi da gara, il 35% dagli accessori. L'altra metà del fatturato è assorbita dai costumi da piscina e, in parte, dal beachwear». Per potenziare il segmento costumi da bagno non da gara e per avvicinarsi a una clientela dal potenziale elevato come i Millennials l'azienda ha lanciato la collezionedi bikini Rule Breaker, che permette di combinare a proprio piacimento quattro top con altrettanti slip: «L'idea era quella di creare un prodotto con cui le ragazze potessero nuotare e sentirsi bene. Abbiamo messo in vendita la collezione solo online: è andata a ruba, tanto che per la prossima stagione studieremo una distribuzione in punti vendita fisici selezionati», dice il co-Ceo.

L'e-commerce cresce a tassi elevati: «L'incremento è tra il 30 e il 40% anno su anno - dice Musciacchio –. L'e-store è una vetrina di rappresentazione completa della marca e funziona in sinergia con la rete di vendita “fisica” che conta 1000 punti vendita multibrand in Italia, 1000 in Francia, 1000 tra Germania e Usa. In Francia hanno sede anche cinque monomarca: «Un test andato bene. L'idea di potenziare il canale di vendita diretto c'è».

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