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Agriturismo di lusso a Borgo Pignano

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Agriturismo di lusso a Borgo Pignano

Per fortuna l’Italia riserva sempre qualche sorpresa. Annidato tra i colli della Toscana, sbuca all’improvviso un borgo, un casale, un castello che da villa per vacanze private si tramuta poi in hotel esclusivo. Un esempio è Borgo Pignano, che si trova in una delle zone meno turistiche dell'inflazionata regione, la magnifica e fertile Val d'Era. Penserete: solita esagerazione di giornalisti ossequiosi. Invece no, è solo uno dei paesaggi più poetici d'Italia. Certo, la vallata in provincia di Pisa è già nota per validissime ragioni, la splendida Volterra, la fabbrica storica della Piaggio a Pontedera, l'onirico Teatro del Silenzio di Lajatico, che funziona solo un paio di volte all'anno per il concerto di Boccelli e di altri artisti.

Eppure pochi conoscono le sue molte altre doti, che spaziano dall'arte all'enogastronomia all'ospitalità distinta, ed è il caso di Borgo Pignano. Non è il classico cinque stelle, bensì una country house con vari casali intorno da affittare, una tenuta agricola e una fattoria, una chiesa romanica per celebrare i matrimoni, pochi per non scombussolare l'ethos del luogo, e una piccola spa appena rinnovata. Lo si potrebbe chiamare resort, ma la definizione che meglio si addice è agriturismo di lusso. Perché di questo si tratta. La proprietà acquistata nel 2000 da Sir Michael Moritz, venture capitalist di Silicon Valley, autore del magazine Time e filantropo, nel 2014 diventa azienda agricola biologica certificata, e dal 2007 accoglie i primi ospiti.

Nel podere oggi si producono grani antichi come il pregiato “Gentil Rosso” che quasi non ha glutine, e “Senatore Cappelli” e dal piccolo mulino escono le farine per fare pane e pasta artigianali. Il fattore Enzo mostra con soddisfazione i poggi all'orizzonte seminati a lenticchie e orzo, i mille ulivi, le nuove vigne di ciliegiolo e colorino, e racconta il metodo di coltivazione, raccolta e conservazione: tutto come una volta. Mostra anche il piccolo allevamento di cinta senese, e accompagna ai laboratori dove Elisabetta, l'erborista, prepara miscele per infusi, colori naturali, creme e saponi con piante dell'orto ed erbe spontanee che conservano l'energia della terra in cui sono cresciute. Antonio invece segue le arnie, una sessantina che danno 15-20 chili di miele ciascuna, ed è fiero di dire che il processo di smielatura è semplicissimo: si centrifuga a mano e si lascia decantare per separare le impurità. Anche per l'orto e il giardino di erbe aromatiche segue la filosofia aziendale: niente chimica, niente combustibili fossili, niente coltura intensiva. Tutto al 100% naturale.

L'ethos del luogo è presente in ogni attività, anche in cucina dove «comanda il pensiero più che la ricetta» dice lo chef Vincenzo Martella. «Creo i miei piatti partendo dal palato mentale, ormai ben addestrato. Non è pura teoria – garantisce - perché alla fine il piatto deve essere gustoso e piacere». Nella sua visione il cibo deve essere leggero, perciò, per esempio, il pane non lo serve appena sfornato ma il giorno dopo. Usa soprattutto ingredienti locali, coltivati in “casa” o raccolti nei dintorni, pochi, e magari non famgliari come la tanuta, pesce del vicino Tirreno. E nel piatto spesso ricrea il paesaggio, come con le “Lumache alle erbe sotto la neve” con radici, terra di nocciole e manto di aglio rosso, e la crostata di frutta e verdura, sintesi fedele dell'orto con finocchio, cavolfiore, pomodoro, cipolla, rapa, fragola e sorbetto di barbabietola e mela.

Non venga tuttavia il sospetto che si debba partecipare attivamente alla vita della felice fattoria. Si può, se si vuole, fare la scuola di cucina, il corso d'arte della London Royal Drawing School, le passeggiate a cavallo al chiaro di luna. Il relax è sempre ampliamente contemplato nelle 14 camere senza tv (ma con un veloce wifi) in stile country toscano, con tessuti Rubelli, luci di design e fiori di campo freschi, in una struttura che conserva le travi a vista, i pavimenti in cotto e gli armadi originali. Salotti con camino e libri d'arte sono per le serate più fresche, mentre il prato intorno e la piscina a sfioro intagliata nel promontorio roccioso su cui poggia la villa si affacciano su colli e colline che proseguono a onde fino al mare vero e proprio.

Quel parco è un punto di arrivo, dopo tornanti e saliscendi, alla fine di una strada sterrata. Superi l'arco, ed entri in scena. «Buongiorno, gradisce un'acqua al rosmarino o alla menta?» L'elegante hipster in bretelle e farfallino ti offre la bevanda dissetante della casa. È iniziata la vacanza.

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