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Gruppo Aeffe, semestre di crescita per tutti i brand

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Gruppo Aeffe, semestre di crescita per tutti i brand

È sempre più difficile per un’azienda della moda che possiede quattro marchi noti e distribuiti in tutto il mondo pensare ad agosto come a un periodo di pausa. L’Italia è uno dei pochi Paesi dove, almeno nelle due settimane centrali, tutto si ferma. O quasi. Per il gruppo Aeffe, quotato alla Borsa di Milano, si sta lavorando alle consegne e ai prossimi appuntamenti in passerella, come spiega il direttore generale e finanziario Marcello Tassinari. «I nostri quattro marchi Alberta Ferretti, Philosophy by Lorenzo Serafini, Moschino e Pollini, hanno tempistiche e modalità di distribuzione, ma non possiamo comunque mai fermarci. Tra poco più di un mese, durante la settimana della moda donna Milano, sfileranno, il 20 e il 21 settembre Alberta Ferretti e Moschino, che insieme assorbono l’80% dei ricavi e sono cresciuti, rispettivamente, del 22% a 15,8 milioni e del 9,6% a 104,8 milioni».

Il primo semestre è stato molto positivo per l’azienda guidata da Massimo Ferretti, fratello della stilista Alberta: il fatturato è cresciuto dell’8,8% a 150 milioni, l’Ebitda a 15,5 milioni (+27%) e l’utile netto di gruppo ha raggiunto i 4,6 milioni, con un balzo del 214%. «Abbiamo investito molto nel rendere ogni processo aziendale più efficiente e ora raccogliamo i frutti di questa strategia. E dell’equilibrio che abbiamo costruito tra marchi, mercati di riferimento e categorie di prodotto – aggiunge Tassinari –. Nella moda è sempre anche questione di strane alchimie, di scelte giuste fatte al momento giusto. Lorenzo Serafini per Philosophy e Jeremy Scott con Moschino stanno facendo un ottimo lavoro, come dimostrano le performance in termini di ricavi».

Accanto ai quattro brand di proprietà, Aeffe produce e distribuisce le linee del designer francese Cédric Charlier e dello stesso Jeremy Scott, lo stilista americano rivelatosi il direttore creativo perfetto per un marchio da sempre fuori dagli schemi come Moschino.

Il direttore generale di Aeffe spiega che anche la distribuzione è sempre più equilibrata: «Il canale wholesale assorbe il 70% delle vendite, il network retail, che conta oltre 240 monomarca nel mondo, è al 27% e il restante 3% viene dalle royalties. In tema di licenze siamo molto contenti di quella siglata meno di un anno fa con Safilo per le montature da vista e gli occhiali da sole a marchio Moschino e Love Moschino. Tra poco presenteremo le prime collezioni e sarà un’ulteriore spinta alla crescita del brand».

Bene inoltre l’e-commerce, con i siti “powered by Yoox” sui quali le vendite salgono a due cifre: «Il futuro, anzi, il presente, nella moda è all’insegna della multicanalità. Anche alcuni dei nostri clienti wholesale vendono su internet e va benissimo: l’importante è ovviamente che ci sia trasparenza verso le aziende e verso i consumatori, perché sappiamo che sul web c’è un grande problema di contraffazione».

Nel mondo reale Alberta Ferretti ha invece dovuto fare i conti con veri e propri “ladri di idee”: la collezione di maglioni in cashmere di sette colori diversi per ogni giorno della settimana, scritto in inglese sul capo, è stata una delle più copiate del 2017. Lo stesso vale per la linea di costumi nata dalla medesima ispirazione. Dà senz’altro fastidio, ma non frenerà la stilista né gli altri brand del gruppo dal proporre capsule collection di grande impatto e per questo prese di mira da chi cerca scorciatoie alla creatività.

«Nella seconda metà dell’anno faremo importanti investimenti retail, con l’apertura di 10 negozi a insegna Moschino in franchising e di un flagshipstore Alberta Ferretti a Shanghai – conclude Tassinari –. Nel primo semestre l’Italia, che assorbe il 48% del fatturato, è cresciuta del 19%, ma sono andati bene tutti i mercati, ad eccezione degli Stati Uniti, dove c’è un calo generalizzato dei consumi di moda e una forte crisi dei department store».

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