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Vini di nicchia focus del gruppo Meregalli

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Vini di nicchia focus del gruppo Meregalli

Quest’anno il fatturato supererà i 52 milioni di euro grazie a oltre 4,6 milioni di bottiglie vendute: storiche Doc italiane, Champagne e Borgogna, riesling della Mosella e poi grappe, Sherry, tequila e rum. Sono oltre duemila le specialità in esclusiva presenti nei cataloghi delle società di distribuzione italiane ed estere del Gruppo Meregalli, nato nel 1856 a Villasanta, paese nei pressi di Monza. Fu il pioniere Giovanni a iniziare le vendite in una semplice osteria con mescita ma è nel 1969 che Giuseppe crea la Meregalli Giuseppe srl acquisendo la distribuzione di alcuni dei più celebri nomi del mondo wine e spirits. Sulle vecchie fondamenta della Chiesa di San Maurizio a Monza (quella della celebre Monaca) oggi poggiano gli uffici e il Museo Vinarte. «Il core business nella distribuzione – spiega Corrado Mapelli, direttore commerciale del gruppo - è il canale Horeca. Per noi vale circa il 97% del totale del fatturato, con un 40% sviluppato nella ristorazione, in aumento sia per scelta nostra commerciale, sia come risposta a un trend che vede oggi un consumatore molto preparato ed esigente. A livello di consumi c’è una crescente attenzione al prodotto nazionale con un legame sempre maggiore con il proprio territorio». L’incidenza totale del vino italiano è pari al 79%, in forte crescita, mentre la Francia al 18% (con performance negative dei Bordeaux e segno più del solo Champagne) e i vini del resto del mondo sono in calo. «Stiamo investendo molto nell’assortimento – prosegue Mapelli - e con la nuova nata Visconti 43 distribuiamo vini di nicchia e di piccole produzioni di eccellenza». Dal 1997 questa competenza e passione nel settore vitivinicolo si è tradotta in un bel progetto produttivo e di ospitalità in Maremma, la Tenuta Fertuna a Gavorrano, nata grazie alla visione di Giuseppe Meregalli (dal 2009 titolare del 100%) e dell’enologo Ezio Rivella. Oggi è il nipote e winemaker Paolo Rivella a occuparsi dei 50 ettari vitati (altri 10 sono di uliveti e 40 di cereali) e a costruire la forte identità di etichette come il Messiio, un merlot in purezza, il Lodai, 100% Cabernet Sauvignon, e il Droppello, un’inedita (e convincente) interpretazione in bianco di Sangiovese.

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