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Dimora delle Balze, design e lusso siciliano

LUXURY

Dimora delle Balze, design e lusso siciliano

Da qualche anno il Val di Noto si sta sviluppando come area di un turismo raffinato e consapevole, con recuperi rispettosi della natura e dell'architettura tradizionale. Questa zona sud orientale della Sicilia, con otto borghi inclusi nel Patrimonio Unesco, è diventata una destinazione alla moda, per i monumenti tardo barocchi, il mare forte, la campagna di strade bianche che tra muri a secco, fichi d'India e alberi di carrubo portano a masserie antiche e spesso abbandonate, finché qualcuno se ne innamora, le acquista e le trasforma in qualcos'altro.

Come è accaduto per Dimora delle Balze , una fattoria dell'Ottocento acquistata nel 2009 da Pino ed Elena Lops, imprenditori della moda e del design, per farne la loro residenza di svago. Salvo poi accorgersi, come spesso accade con questi edifici storici, che tanto spazio e tanta bellezza si prestano a essere condivisi, a diventare piccoli alberghi, raccolti, ricercati, come piace ai turisti raffinati di oggi.

Ci sono voluti otto anni per compiere il restauro della casa baronale, le stalle, i magazzini e le corti. Elena Lops, con l'aiuto dei decoratori d'interni Draga Obradovic, Stefano Guidotti e Cristina Picinelli, hanno realizzato un progetto che si è concluso quest'estate con l'inaugurazione delle 14 camere per gli ospiti.
Senza nulla togliere alle atmosfere originali del complesso rurale, ogni spazio ha trovato una nuova destinazione diventando ristorante, sala per le colazioni, camera, salotto per le letture, lounge o punto panoramico, e per ogni ambiente sono stati scelti materiali e arredi tradizionali, artigianali o comunque evocativi, come il pavimento in pietra modicana degli esterni, le piastrelle marocchine dipinte a mano degli interni, i camini nuovi ispirati all'unico originariamente presente nella villa padronale.

Sono stati salvati gli affreschi e le colonne greco romane trovate nella tenuta, sono stati conservati gli ambienti, i muri un po' scrostati dal vento, i colori tenui e naturali, lasciando che il fascino del passato e mediterraneo passassero attraverso mobili e oggetti d'una volta – poltrone e divani, lampadari a goccia e specchiere, ceramiche e terrecotte. Ma tutto è tradotto e sistemato con gusto contemporaneo mescolato a opere d'arte di Valentine Herrenschmidt e Katrine Arens, pezzi di design firmati Paola Navone, illuminazione a cura di Luca Turrini e luci di Renzo Serafini, arredi esterni di Paola Lenti, Dedar, Kettal, Vincent Sheppard.

Le 14 camere intitolate a opere di Verga, Quasimodo, Guttuso, Tornatore e altri illustri siciliani sono tutte diverse come in una casa, e sparse tra la villa, i magazzini e la torretta da cui si colgono le dimensioni della tenuta: 27 ettari coltivabili con certificazione biologica, dove c'è l'orto che rifornisce la cucina. Fuori sono state realizzate tre terrazze a sbalzo, un viale di carrubi e una piscina a sfioro che chiariscono il nuovo stile di vita e accoglienza nella vecchia masseria.

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