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Ganesh punta sul cotone etico

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Ganesh punta sul cotone etico

«For one of your lives»: il marchio Ganesh si presenta, fin dall’etichetta, con queste parole. Il riferimento è suggestivo, porta alla religione induista e a una delle sue divinità più importanti, Ganesh, appunto. Ma richiama anche l’idea della reincarnazione e il concetto di karma, che ben si adattano alla filosofia del fondatore Nicolas Bargi, proprietario dell’azienda tessile Forest. Secondo l’induismo – e ci si perdoni la semplificazione di una religione molto complessa e che è la terza al mondo per diffusione dopo cristianesimo e islam – ciò che si compie nel passato ha conseguenze nel futuro. In questa vita, potremmo dire, Bargi ha sicuramente puntato sull’attenzione alla sostenibilità dei capi che crea e produce.

«Ganesh è stata la mia prima avventura stilistica e imprenditoriale – racconta –. Nacque 12 anni fa con l’idea di unire la qualità dei cotoni indiani e delle stampe a un gusto europeo, garantendo che la materia prima e la lavorazione rispondessero a criteri di sostenibilità sociale e ambientale. Mi sembrava di poter creare un bel “ponte” tra culture produttive e stilistiche, una linea di pantaloni cargo e di camicie che piacevano prima di tutto a me. Ma sono rimasto sorpreso dal successo di Ganesh e se tornassi indietro, con l’esperienza che ho adesso, gestirei diversamente la crescita del brand».

Il marchio ha continuato a svilupparsi ed è arrivato a tre milioni di euro di fatturato, il 10% circa della Forest. Sei anni fa infatti Bargi si è inventato Save the Duck, brand specializzato in piumini e capi spalla ecosostenibili,che ha fatto decollare i ricavi dell’azienda, arrivati nel 2016 a 32 milioni. «Un’altra cosa che mi ha stupito di Ganesh e che sicuramente avrei potuto sfruttare meglio, è il successo all’estero, arrivato grazie al passaparola sulla qualità e originalità del prodotto, che lo ha portato nei migliori multimarca e concept store del mondo – aggiunge Bargi –. Da quando è nato Save the Duck, che considero il fratello minore di Ganesh, mi sono concentrato molto sul progetto, baciato anche in questo caso da un successo inaspettato. Oggi però sono più preparato a gestire i vari processi aziendali, la distribuzione e la comunicazione. Lo devo anche a Ganesh e forse hanno ragione gli induisti: nulla accade per caso».

Per il 2017 i ricavi Forest cresceranno a due cifre, trainati dai piumini ecofriendly. «Ganesh ha un sell out eccezionale. Ma vorrei che la distribuzione restasse selettiva – conclude Bargi , sorridendo–. Poi, chissà, in una prossima vita, potrebbe uscire dalla nicchia, sulla scia di Save the Duck».

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