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Green Carpet Talent Competition, ecco i nomi dei cinque finalisti

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Green Carpet Talent Competition, ecco i nomi dei cinque finalisti

Si passa dagli abiti decorati con petali di “apple skin”, ricavata dagli scarti alimentari, a look realizzati in cotone e seta organica. Passando per l’underwear prodotto con Econyl, una fibra prodotta con le reti da pesca e i tappeti riciclati. Sono interessanti e innovative le idee sviluppate dai cinque finalisti della prima edizione della Green Carpet Talent Competition, creata dalla Eco Age di Livia Firth in collaborazione con la Camera Nazionale della Moda.

I nomi di questi designer, chiamati a proporre un look sostenibile e artigianale che rispecchiasse appieno il proprio stile, sono stati svelati ieri: Mateja Benedetti, anima del brand Matea Benedetti, Daniele Calcaterra (Calcaterra), Tomaso Anfossi e Francesco Ferrari, fondatori di Co|Te, Tiziano Guardini e Leo Macinati, titolare di Leo Studio Design. I designer, selezionati dalla giuria in una più ampia rosa di 10 nomi, il prossimo 24 settembre avranno l’opportunità di presentare i propri capi alla Scala, nell’ambito della prima edizione del Green Carpet Challenge Awards, Italia, premio dedicato alle realtà più sostenibili della moda internazionale.

Nel dettaglio, Mateja Benedetti, costumista slovena, già attiva da anni nel settore della moda sostenibile - nel 2013 ha lanciato il brand green Terra Urbana - ha impiegato una pelle ottenuta dalla buccia delle mele per realizzare un abito lungo e ampio, dal mood inevitabilmente teatrale.
Daniele Calcaterra, che lo scorso febbraio ha sfilato per la prima volta nel calendario ufficiale della fashion week milanese proprio con il supporto della Cnmi, invece,ha scelto di portare in finale un look total black, con un top impreziosito da piume realizzate con canapa, cotone organico, seta e organza. E ha scelto il Tencel, fibra sostenibile ricavata dal legno e prodotta con il massimo risparmio energetico e il minimo impatto ambientale possibile.

Tomaso Anfossi e Francesco Ferrari, anima del brand Co|Te, che producono a Milano ma vendono in tutto il mondo, hanno giocato con le trasparenze, impiegando seta organica ed Econyl, una fibra realizzata riutilizzando le reti da pesca e i tappeti. Leo Macina, designer pugliese che ha fondato il brand Leo Studio Design, ha impiegato lo stesso materiale per creare culotte stampate, uno zaino e un paio di scarpe. Nylon riciclato e seta organica ed etica sono gli ingredienti del look di Tiziano Guardini, che ha voluto decorare l'abito blu elettrico con paillettes sostenibili, realizzate con gusci di conchiglie e cd riciclati, ricamati rigorosamente a mano.

I cinque finalisti intraprenderanno un programma di mentorship promosso da Value Retail e lungo 12 mesi e presenteranno le proprie collezioni in un pop up store a Fidenza Village, outlet del gruppo. Il vincitore, invece, si aggiudicherà il primo The Franca Sozzani GCC award for best emerging designer e avrà un posto nel calendario della fashion week milanese a febbraio 2018.

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