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Milano scommette sull’effetto sfilate allargato alla città

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Milano scommette sull’effetto sfilate allargato alla città

Galleria del Duomo. Un momento della sfilata della collezione Resort di Prada, che si è tenuta a Milano il 7 maggio, nel cosiddetto «salotto buono della città»
Galleria del Duomo. Un momento della sfilata della collezione Resort di Prada, che si è tenuta a Milano il 7 maggio, nel cosiddetto «salotto buono della città»

«Vedendo le due lettere XL pensiamo subito a qualcosa di molto grande. Extra large, appunto. Ma possiamo poi leggere la sigla come “excel”, eccellere, e anche questo si adatta perfettamente al progetto Milano XL, che ruota intorno alla prossima fashion week ma dura di più e coinvolge molti altri attori, oltre ai marchi che sfilano o presentano in showroom. Soprattutto coinvolge l’intera città e i suoi abitanti». Il presidente della Camera della moda Carlo Capasa ha introdotto così le novità di Milano moda donna, la manifestazione in programma dal 20 al 25 settembre, occasione per presentare la collezioni della primavera-estate 2018.

Milano XL è ancora più vicina: grazie all’impegno congiunto di Fondazione Altagamma, Confindustria, Comune di Milano, ministero dello Sviluppo economico e Ice, dal 16 al 26 settembre la città ospiterà quella che è stata definita «una festa della creatività italiana». Attraverso sette installazioni dislocate in diversi punti di Milano, Altagamma e Confindustria faranno conoscere al grande pubblico la creatività e il saper fare della manifattura italiana, che realizza prodotti di alta gamma riconosciuti a livello globale. Un progetto reso possibile da un’eccezionale lavoro di squadra svolto con organizzazioni leader nei diversi settori – Anfao con Mido (occhialeria), Cosmetica Italia con Cosmoprof, Federorafi, Milano Unica (tessuti) con il suo partner storico Sistema moda Italia, Unic con Lineapelle (concia) e Fiera Milano con Sì Sposaitalia Collezioni (bridal fashion) – hanno sottolineato Carlo Capasa e Cristina Tajani, assessore alla Moda del Comune di Milano.

È come se le spore creative, organizzative e di indotto economico della fashion week fossero germogliate in ogni direzione. «La nostra città sta vivendo un momento magico: in agosto è stato stabilito l’ennesimo record di turismo e in tutto il mondo siamo considerati una delle principali destinazioni europee – ha spiegato Cristina Tajani –. Le sfilate e le presentazioni sono per definizione eventi dedicati a operatori di settore: insieme alla Camera della moda e a tutte le altre associazioni e istituzioni abbiamo voluto trasformare Milano moda donna in una vetrina delle eccellenze del sistema moda e in un’occasione per imparare, stupire, divertire i milanesi e i turisti».

Carlo Capasa ha anticipato che il sistema allargato del tessile-moda nel 2017 crescerà del 3% a oltre 86 miliardi di fatturato e ha ricordato alcuni numeri dell’imminente fashion week: 64 le sfilate, 80 le presentazioni, 14 i marchi emergenti ospitati al Fashion Hub Market grazie al sostegno di UniCredit. «Poi ci sono mostre, inaugurazioni, eventi speciali, molti dei quali aperti a tutti – ha aggiunto il presidente della Camera della moda –. Last but not least, c’è un progetto e una serata alla Scala che renderanno questa settimana della moda unica e che potrebbero davvero segnare una svolta per il fashion system globale». Il riferimento è alla prima edizione dei Green Carpet Fashion Awards Italia, concorso internazionale per individuare i migliori progetti legati alla sostenibilità di maison affermate e talenti emergenti. «I premi saranno consegnati nel teatro lirico più famoso d’Italia e forse del mondo e spero sia solo l’inizio », ha detto Capasa, che fin dal suo primo mandato, iniziato nel 2015, ha messo la sostenibilità in cima alle priorità della Camera della moda, insieme al sostegno ai giovani e alla digitalizzazione.

«Non ho mai amato la parola lusso, preferisco di gran lunga “bello e ben fatto” per descrivere il made in Italy. Vorrei che presto dicessimo “bello, ben fatto e sostenibile”. Penso agli aspetti ambientali, ma anche a quelli sociali – ha concluso Capasa –. Ben venga il protocollo siglato da Lvmh e Kering per tutelare le modelle e i modelli (si veda la scheda a fianco), ma pure coinvolgere la città nei nostri eventi è una forma di sostenibilità sociale».

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