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La moda accelera sul business delle fragranze

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La moda accelera sul business delle fragranze

«Fatemi una fragranza che profumi d’amore»: Christian Dior. Così nel 1947 nasce Miss Dior, fragranza rivisitata nel 2017 dal profumiere della maison, Francois Demachy. Il binomio moda e profumi è di lunga data e, sembra, indissolubile. Sono moltissime, infatti, le case di moda che puntano su questo prodotto così lontano da cartamodelli, stoffe e sfilate eppure così fondamentale per affermare il marchio, comunicarne i valori e completarne l’immagine. Dopotutto, come diceva Coco Chanel, «il profumo è l’accessorio di moda basilare, indimenticabile, non visto, quello che preannuncia il tuo arrivo e prolunga la tua partenza».

Un cavallo vincente su cui scommettere, quello delle fragranze. Un segmento che non sembra conoscere crisi: secondo Cosmetica Italia i consumi della profumeria alcolica in Italia valgono oltre un miliardo di euro, ovvero il 12,8% del totale dei consumi di cosmetici. Rappresenta la quarta categoria in termini di valore del mercato (prima categoria per l’uomo, con il 17% dei consumi maschili di cosmetici e quinta per la donna, con l’11% dei consumi femminili di cosmetici) e ha una ripartizione dei consumi per il 62% in fragranze femminili e il 38% in fragranze maschili.

Se nel mercato interno la profumeria alcolica cresce del 2,5%, è con l’export che si registrano le performance migliori: considerando il primo semestre del 2017, e confrontato con lo stesso periodo dell’anno precedente, le esportazioni crescono del 19,5%. Guardando i primi dieci Paesi di destinazione, i valori di crescita più importanti sono da parte degli Stati Uniti (+38,5%) e Hong Kong (+47,3%), «sia per il richiamo del made in Italy che la profumeria ha nel mondo, sia per il fenomeno dell’intercompany di aziende estere che hanno sedi produttive sul nostro territorio, ma che non hanno necessariamente l’Italia come mercato di sbocco» spiega Gian Andrea Positano, responsabile del Centro Studi di Cosmetica Italia.

Un mercato dinamico, come dimostra il fatto che, solo nei primi dieci mesi del 2016, i lanci sono stati oltre 183, con un incremento dell’offerta a di fragranze sul mercato italiano del 4,6% rispetto al 2015. In oltre il 90% dei casi si è trattato di nuovi lanci di prodotto, nel 7,1% di un rinnovamento della confezione, nell’1,6% di estensioni di linee già esistenti e nello 0,5% di rilanci. In media, ogni mese nelle profumerie sono arrivati più di 18 nuovi profumi che si sono affiancati a quelli già in commercio.

E per il 2017 il trend non sembra calare. Da Armani a Gucci, Burberry, Dolce & Gabbana, Missoni, Dior, Chanel, Trussardi, Blumarine e Moschino, solo per citarne alcuni, le proposte in arrivo sul mercato sono molteplici: profumi che con le loro essenze e flaconi raccontano valori e filosofia dei marchi fashion che rappresentano. «Dopo tanti anni di assenza dal mercato, insieme alla maison Missoni abbiamo sviluppato un progetto, Missoni Parfum pour Homme che trasmette i valori fondanti del brand: artigianalità, qualità e autenticità uniti a innovazione, fantasia e creatività» raccontano da EuroItalia che ha il marchio in licenza. Alessandro Michele, che ha realizzato Gucci Bloom, la sua prima fragranza da direttore creativo della maison, ha voluto «un profumo audace e floreale, capace di trasportare l’immaginazione in un grande giardino unico e affascinante, proprio come le donne a cui mi ispiro». Il profumo, infatti, riflette la nuova visione estetica del marchio. Ancora, il tappo effetto corno di My Burberry Blush è ispirato ai bottoni del trench coat Burberry, mentre il fiocco in gabardine annodato a mano attorno al collo della boccetta celebra il tessuto resistente alle intemperie ideato da Thomas Burberry oltre cento anni fa.

Giorgio Armani aggiunge una nuova edizione limitata alla gamma di Sì con Sì Sono Io. Mentre Dolce & Gabbana presenta una nuova interpretazione più delicata del suo iconico profumo The One: The One Eau de toilette.

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