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Herno, nuova sede e ricavi che sfiorano i 100 milioni

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Herno, nuova sede e ricavi che sfiorano i 100 milioni

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Claudio Marenzi sembra stanco ma molto felice. Forse anche per i tanti mesi (anzi, anni) di lavoro certosino serviti a coordinare le associazioni che hanno dato vita a Confindustria Moda, la federazione che sarà operativa dal 1° gennaio 2018 sotto la sua guida. Giovedì però Marenzi era totalmente assorbito da un altro ruolo, quello di imprenditore e proprietario di Herno, marchio diventato in pochi anni un punto di riferimento nei piumini da città, la categoria di luxury sportswear che nell’ultimo decennio è cresciuta di più.

«Dovremmo chiudere il 2017 a 95 milioni», annuncia Marenzi nella nuova sede Herno di via Solari 37, a un isolato da quelle di marchi del lusso come Fendi e Moncler –. Le collezioni donna assorbono circa il 60% delle vendite, ma l’uomo sale di pari passo. L’andamento del negozio di via Sant’Andrea, nel quadrilatero, ci ha incoraggiati a investire nel retail. Abbiamo raddoppiato la boutique di Tokyo e aperto a Bruxelles. A New York abbiamo scelto Soho ed è stata una vera sorpresa: in molti ci avevano detto che ci sarebbe stato movimento solo nel week end. Non è stato così. Luglio e agosto sono stati mesi eccezionali, con vendite oltre ogni aspettativa». Le collezioni, come quella da donna per la primavera-estate 2018 in showroom in questi giorni, diventano sempre più ampie.

«Herno è la dimostrazione che la creatività italiana, unita alla ricerca sui materiali e al know how produttivo, permette anche a un marchio concentrato di fatto su un solo prodotto, il capospalla, di farsi conoscere in tempi brevi a livello globale», conclude Marenzi.

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