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Sentirsi a casa nel nuovo Four Seasons Londra

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Sentirsi a casa nel nuovo Four Seasons Londra

Impossibile non notarlo con la facciata bianca abbagliante, l'alto colonnato, i cancelli in ferro nero e le borchie dorate, i fregi, il tempietto pagano in cima. L'imponente monumento del secolo scorso, di fianco alla Torre di Londra e a due passi da Tower Bridge, era la sede amministrativa del Porto di Londra, testimonianza dell'importanza della City nei commerci fluviali oltre che nell'alta finanza. Chiuso per diversi anni e classificato come patrimonio cittadino, lo splendido edificio al 10 di Trinity Square è stato affidato a Four Seasons, che ha restaurato l'involucro con il massimo scrupolo nel salvare ogni dettaglio di valore storico architettonico, ma ha ripensato completamente gli interni, trasformando uffici e sale riunioni in un hotel con 100 camere e 41 residenze, due ristoranti, bar, club e spa con piscina di 14 metri, ovvero tutti gli elementi necessari allo stato dell'arte dell'alta ospitalità e dell'abitare di lusso oggi.

Dopo otto anni di lavori conservativi, durante i quali sono emersi anche reperti di epoca romana, l'hotel, il club e le aree pubbliche sono state progettate dai designer dello studio 4BI Bruno Moinard, che hanno valorizzato i soffitti altissimi, le profondità, le prospettive, lo spazio sotto la cupola Art Déco, tanto grande da sembrare una piazza coperta, ritrovo accogliente attorno al bar con una collezione di bottiglie (alcune molto rare) che si moltiplicano negli specchi di sfondo e al centro, come in un golfo mistico, il pianoforte a coda. Intorno, un bassorilievo con le stagioni abbraccia lo spazio.

Le camere sono accoglienti come in una casa, con luci calde, pannelli e boiserie e specchi fumé, poltrone comode, e i famosi letti Four Seasons studiati per un buon riposo anche quando si è fuori casa. Dello studio 4BI è anche il club rivestito con pannelli in noce intagliato, come nella sala dove si incontrò la prima volta l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si svolse proprio a Ten Trinity Square nel 1946.

Il nuovo Four Seasons non è tuttavia solo l'ennesimo tempio dell'ospitalità impeccabile e inavvicinabile a meno che non si sia clienti o residenti. È anche il ritrovo per chi ama mangiare e bere bene. Ai cocktail ci pensa Michal Maziarz, mixologist dai baffi all'insù che spazia da drink classici vintage a quelli creativi.

Per la cucina, le alternative sono due, una giapponese e cinese con piatti moderni e cocktail abbinati (Mei Ume), e una gastronomica affidata alla chef Anne-Sophie Pic, unica donna francese con tre stelle Michelin, destinate probabilmente ad aumentare con l'apertura al Ten Trinity Square.

Il menu, anche se eseguito dal giovane romano Luca Briscazzi, ha grazia peculiarmente femminile, fin dall'uscita degli amuse-bouche impalpabili, croccanti, freschi. Ogni portata, che può essere infilata tra le fessure di una corteccia d'albero o appesa a uno stecchino lungo, sprigiona profumi e aromi floreali che riempiono le narici e l'immaginazione per amplificarsi con persistenza al palato. Gli ingredienti sono tanti, distinguibili al sapore e alla vista, composti sul piatto come piccole sculture che in sequenza creano una mini mostra effimera ma memorabile.

A pochi mesi dall'inaugurazione del sontuoso albergo e delle 41 residenze, Four Seasons, già forte a New York, Miami e in quasi tutti i recenti progetti nello sviluppo di dimore private, ha annunciato per il 2018 una nuova impresa immobiliare a Londra: in collaborazione con Finchatton Ltd, società di sviluppo di case di lusso, sta realizzando il primo condominio nello storico edificio Twenty Grosvenor Square nel quartiere chic di Mayfair.

Nell'ex sede di rappresentanza della flotta americana, non ci saranno camere e suite, ma solo 37 appartamenti privati di 3, 4 e 5 camere. Ma come in un cinque stelle che si rispetti, avrà delle aree comuni con la palestra e le zone meeting, una cantina di vini, una sala giochi e un cinema.

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