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In passerella il cast multietnico di Miu Miu e il tutù di Moncler

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In passerella il cast multietnico di Miu Miu e il tutù di Moncler

Sfilate di Chanel, Moncler e Miu Miu a Parigi - collezioni PE 2018.
Sfilate di Chanel, Moncler e Miu Miu a Parigi - collezioni PE 2018.

Ritorno alla natura: e se fosse questa la risposta, invero una fuga, all’orrore che avanza? A Parigi è una delle strade percorse in una stagione che si conferma confusa e confondente. Chanel, a proposito, fa le cose in grande. Con un profluvio di mezzi faraonico, installa addirittura un pezzo di montagna, completo di cespugli e cascatelle, al centro del Grand Palais, e fa sfilare le modelle su una passerella sospesa di legno.

La vena bucolica in realtà si ferma qui, perchè gli abiti sono invece un inno al pvc trasparente e al tweed multicolor, mescolati in look a mezzo tra il civettuolo e il futuribile, tra il pragmatismo e il pop. La collezione ricapitola tutto il repertorio della maison, dai tailleur bon ton agli abitini da cocktail, con un armamentario di it bag d’ogni genere e stivali trasparenti che in sei mesi saranno ossessione delle modaiole. Il tono è leggero, giovanile, e la novità è tutta lì.

Cambio di scena, ma medesima verve escapista e inventiva scenografica, per Moncler Gamme Rouge, dove gli ospiti sono accolti in una sala da prove ibridata con una discoteca: parquet di legno per terra, palle di specchio giganti sospese al soffitto, pareti di pixel luminosi.

La collezione è ispirata proprio alla danza, intesa tanto come look - top scaldacuore, gonne a tutù, scaldamuscoli, nastri e strati - quanto come celebrazione di grazia e gentilezza - qualità invero poco in auge questa stagione, e per questo doppiamente necessarie. L’acme è una serie di abitini e parka impalpabili da primavera botticelliana, ma tutta la prova è pervasa da una freschezza aerea che ben si sposa allo sportswear.

«La bellezza non come privilegio, ma come cosa normale che non offende nessuno». È con questo proclama ottimista, inclusivo e decisamente understated che Miuccia Prada riassume la collezione di Miu Miu. La presenta in un set di mattoni rossi e sedie di plastica. Ed è, prevedibilmente, una idea di understatement al modo Prada: piena di frizioni, ribaltamenti, scosse, con i camicioni di pizzo messi su tutto e il tailoring maschile brutalizzato.

È un Miu Miu energico ed elettrizzante, portabile ma non banale quello si materializza in passerella addosso ad un cast multietnico di ragazze d’ogni bellezza e provenienza. Qui il target di riferimento sono chiaramente i millennial, ma invece di attrarli con i soliti sbrilluccichii se ne glorifica l’irriverenza giovanile con un remix azzeccato del perbenismo punk di cui Miuccia Prada è maestra.

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