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La moda traina l’export dell’Italia anche sul web: genera il 65% delle vendite online all’estero

Prosegue veloce la crescita dell’e-commerce in Italia, che nel 2017 ha raggiunto i 23,6 miliardi di euro, con un incremento del 17% rispetto al 2016.

L’abbigliamento si conferma uno dei settori primari, in aumento del 28% e con un giro d’affari di 2,5 miliardi. Lo stesso comparto ha trainato più di ogni altro l’export, inteso come il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri, con una quota del 65%, grazie alla notorietà dei brand italiani e alle competenze digitali sviluppate da alcune Dot Com o boutique multi-brand nazionali. L’export complessivo ha raggiunto i 3,5 miliardi di vendite, e costituisce il 16% delle vendite e-commerce totali.

I dati sono contenuti nello studio dell’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm al convegno intitolato “eCommerce B2c in Italia: servono visione, coraggio e perseveranza!”.

La perfomance online della moda è in linea con i dati Istat sull’export italiano: secondo una elaborazione della Cgia di Mestre, nel 2016 il tessile-abbigliamento è stato il secondo comparto italiano per valore di export, con 48,6 miliardi di euro, e un saldo positivo di 18 miliardi, dietro il comparto meccanico con 75,9 miliardi e un saldo positivo per 48.

Nel 2017, gli acquisti online di prodotti (pari a 12,2 miliardi) sono cresciuti del 28% e superano per la prima volta quelli di servizi (+7%, 11,4 miliardi).
Il Turismo si conferma primo settore (9,2 miliardi, +7%), seguito da Informatica ed elettronica di Consumo (4 miliardi, +28%), e Abbigliamento (2,5 miliardi, +28%). Tra i settori emergenti i più importanti sono Arredamento e home living e Food&Grocery che insieme valgono quasi 1,8 miliardi di €.

«Per la prima volta nella storia dell'e-commerce B2c in Italia, i prodotti, grazie a un ritmo di crescita quadruplo (rispettivamente +28% e +7%), raggiungono e superano i servizi (52% contro 48% a valore). Il paniere degli acquisti online si sta quindi lentamente avvicinando a quello rilevato nei principali mercati più evoluti (dove i prodotti incidono per il 70% circa)», ha commentato Riccardo Mangiaracina, Responsabile scientifico dell'Osservatorio eCommerce B2c Netcomm Politecnico di Milano. “

In grande crescita, del 65%, gli acquisti via smartphone, che superano quest'anno i 5,8 miliardi di euro. L’incidenza di questi device è quintuplicata nel giro di 5 anni: nel 2013 la somma di tablet e smartphone valeva infatti solo il 6%. Ancora più significativa la crescita dello smartphone: il suo contributo è passato infatti dal 4% nel 2013 al 25% nel 2017.

Il tasso di penetrazione dello smartphone sul totale e-commerce sfiora o supera il 30% nella maggior parte dei settori di prodotto (Editoria, Abbigliamento, Informatica ed elettronica, Food&Grocery) ed è pari al 15% nel Turismo e al 5% nelle Assicurazioni.

Nel 2017, infine, i web shopper italiani – ossia i consumatori che hanno effettuato almeno un acquisto online nell'anno – sono stati 22 milioni, +10% rispetto al 2016. Tra questi, gli acquirenti abituali – ossia i consumatori che effettuano almeno un acquisto al mese – sono 16,2 milioni e generano il 93% della domanda totale e-commerce (a valore), spendendo online in un anno, mediamente, 1.357 euro ciascuno. Gli acquirenti sporadici sono invece 5,8 milioni, generano il restante 7% della domanda e-commerce e spendono mediamente 284 euro all'anno.


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