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Nel quadrilatero della moda di Milano apre il più grande Moncler al mondo

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Nel quadrilatero della moda di Milano apre il più grande Moncler al mondo

You’ve come a long way, baby. Ovvero, ne hai fatta di strada, ragazza (o ragazzo, volendo). Quest’espressione americana è stata usata negli anni per campagne pubblicitarie, canzoni, copertine di libri e riviste.

E ci sembra molto adatta a Moncler, una “ragazza” che ha avuto due vite: la prima iniziò nel 1952 in Francia, la seconda 50 anni dopo in Italia. Fuor di metafora, il brand divenne famoso negli anni 60 e 70 oltralpe e negli anni 80 in Italia e nel mondo, per poi conoscere un lento declino. A salvarlo dall’oblio è stato Remo Ruffini, che lo rilevò nel 2003 fa ripartendo praticamente da zero.

Ecco il perché di quel “a long way”: in meno di 15 anni l'imprenditore e creativo, oggi presidente e amministratore delegato di Moncler, ha portato l'azienda in Borsa e l'ha fatta veleggiare oltre il miliardo di fatturato. I dati dei primi nove mesi saranno annunciati domani, ma ipotizzando per il secondo semestre una crescita simile a quella del primo (+17%), l'anno potrebbe chiudersi superando il record del 2016, 1.040 milioni”.

È da record anche il nuovo negozio di via Monte Napoleone, nel quadrilatero della moda di Milano, riaperto giovedì scorso dopo mesi di ristrutturazione: ora occupa più di 800 metri su tre piani ed è la più grande boutique Moncler al mondo. Un omaggio a Milano, dove tutto è (ri)partito e dove Moncler ha altri due punti vendita: in via Spiga e all’interno della Rinascente. Ruffini è un autentico campione di understatement: difficile strappargli un commento, specie a pochi giorni dalla presentazione della trimestrale, ma l’entusiasmo è palpabile. Grazie a investimenti in innovazione dei materiali, oltre che nel retail, nello stile e grazie a una visione che è sempre stata di lungo termine ed è rimasta tale dopo la quotazione alla Borsa di Milano, Moncler è diventata un benchmark e ha accelerato la corsa del luxury sportswear. Sono nati decine di marchi specializzati in capispalla da città e tutti i brand della moda e del lusso hanno, in qualche modo, seguito la strada aperta da Moncler.

Ma, come nel paradosso di Zenone di Achille e la tartaruga, Remo Ruffini è sempre un passo avanti a chi lo rincorre.

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