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Il format di scarpe Chaussea debutta in Italia

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Il format di scarpe Chaussea debutta in Italia

L’amministratore delegato Chaussea, Salvatore Taccini
L’amministratore delegato Chaussea, Salvatore Taccini

C’è voluto molto tempo. Oltre 30 anni di lavoro, per essere precisi. Ma ora Gaetan Grieco corona uno dei suoi molti sogni: portare in Italia le scarpe e i negozi di Chaussea, un’azienda fondata in Francia nel 1984 dall’imprenditore di origini italiane, che all’epoca non aveva ancora vent’anni. Il padre di Gaetan, nato a Matera, emigrò dalla Basilicata negli anni 60 per lavorare nelle miniere della regione francese della Lorena.

Forte di 380 negozi, la maggior parte dei quali in Francia, un fatturato 2016 di 500 milioni di euro, in crescita del 15% sul 2015, Chaussea è sbarcata all’inizio dell’anno in Spagna e ora arriva in Italia, partendo dalla Lombardia. All’inizio di settembre ha aperto il primo negozio a Busnago, 1.200 metri per ospitare l’amplissima gamma di calzature da uomo e da donna del marchio: circa 5mila i modelli in ogni punto vendita.

Il piano di crescita è ambizioso, come spiega Salvatore Taccini, amministratore delegato per l’Italia di Chaussea: «Entro il 2022 vorremmo aprire 250 negozi, cento dei quali nel nostro Paese, che porteranno a circa 700 assunzioni, a patto di trovare il tipo di location e metrature che cerchiamo». Già definito il programma per i prossimi mesi: entro la fine dell’anno arriveranno monomarca Chaussea a Silvi Marina (Teramo), Bussolengo (Verona) e in provincia di Torino. Importante sarà anche l’e-commerce, disponibile da un anno e mezzo per tutta Europa e che negli ultimi 12 mesi ha venduto circa 5 milioni di paia.

L’Italia non è “solo” un mercato di sbocco: «La famiglia Grieco vuole approfittare di questo passo commerciale per portare lo stile delle collezioni a un livello diverso», aggiunge Taccini, che viene da una quasi trentennale esperienza nel retail e nell’immobiliare, aspetto fondamentale per lo sviluppo di Chaussea.

Nella sede di Limena, alle porte di Padova, in pieno distretto calzaturiero del Brenta, lavora, oltre alla struttura che segue l’espansione retail, un ufficio di creativi dedicato a una linea di calzature “designed e made in Italy” che saranno poi vendute in tutti i negozi Chaussea. «Quando ho incontrato la famiglia Grieco – aggiunge Taccini – mi ha colpito più di tutto un aspetto del loro approccio al business, che Gaetan, che oggi ha 56 anni, ha trasmesso al figlio Stefan, già molto presente in azienda: l’obiettivo è mantenere i prezzi accessibili, non massimizzare i profitti.

Al primo posto ci sono il prodotto, pensato e costruito con passione, e il rispetto per tutti i dipendenti. Chaussea oggi dà lavoro a 3mila persone ma è veramente simile a una grande famiglia in cui si va d’accordo. Per davvero, a differenza di quanto accade in molte famiglie e, purtroppo, in tante aziende famigliari». La conoscenza delle calzature di Gaetan Grieco è legata proprio ai suoi inizi: prima di cimentarsi con i negozi, l’imprenditore passò alcuni anni a vendere nei mercati in Francia scarpe comprate in Italia tra la Puglia, la Campania, la Toscana e le Marche.

Chaussea non ha di fatto concorrenti in Italia, come sottolinea l’amministratore delegato: «L’entry price è di 29,99 euro. Può sembrare molto basso, visto quello che il brand promette, cioè comodità, qualità, resistenza e stile. In realtà la spiegazione è semplice: economie di scala, efficienza nella gestione della supply chain e, come dicevo, la ricerca di un profitto che possiamo definire giusto, equilibrato». La produzione è delocalizzata per oltre il 50% in Asia e soprattutto in Cina, ma parte dell'altro 50% è in Europa. «C’è un codice interno di autodisciplina e una rete di “controllori” Chaussea che visita con regolarità tutti i nostri fornitori – conclude Taccini –. Sostenibilità sociale e ambientale per Chaussea sono un’unica cosa».

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