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Travel retail, lo shopping corre grazie ad Asia e voli low cost

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Travel retail, lo shopping corre grazie ad Asia e voli low cost

«È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria». Così scriveva Voltaire, vissuto in Francia a cavallo tra il Seicento e il Settecento. Oggi, oltre due secoli dopo la morte del filosofo, il viaggio è considerato esperienza fondamentale, specialmente da parte delle giovani generazioni. Che, complici la sempre maggiore facilità di spostamento e il ventaglio di proposte adatte alle tasche più diverse, viaggiano spesso e volentieri, per visitare luoghi, conoscere nuove culture e acquistare prodotti nuovi o poco diffusi nel proprio Paese.

Il travel retail, canale di vendita che include tutti gli spazi di viaggio, dagli aeroporti alle navi fino alle stazioni ferroviarie di nuova generazione, è lo specchio di questa tendenza. Ed è in crescita. Lo dicono i dati del report “The State of the Global Duty Free & Travel Retail Industry 2017” realizzato da Generation Research per la Tax Free World Association. Nel 2016 gli acquisti duty free e travel retail hanno toccato i 63,5 miliardi di dollari, in aumento del 2,4% rispetto all’anno precedente. Si è trattato dunque di un anno di ripresa per il canale travel che aveva chiuso l’anno precedente con un -2,7%. Il 2017 ha tutte le carte in regola per essere un anno migliore rispetto al precedente: «L’anno scorso ha segnato il ritorno alla crescita - spiega Erik Juul Mortensen, presidente di Tfwa - un segnale importante che è arrivato in un anno non semplice: il 2016 è stato ricco di eventi, molti dei quali inattesi, che hanno cambiato lo scenario politico ed economico internazionale. Nel 2017 ci aspettiamo un ulteriore incremento degli acquisti da parte dei viaggiatori, anche se non è facile fare previsioni: ci sono ancora molte questioni irrisolte, come i rapporti tra la Cina e la Corea del Nord, ma anche l’isolamento del Qatar, che potrebbero influire sull’andamento delle vendite travel retail e tax free».

Il report, che rileva la maggiore concentrazione di acquisti negli aeroporti (circa 35,7 miliardi di dollari, stabile sul 2015) restituisce l’andamento delle singole categorie merceologiche con il segmento fragranze e cosmetici ad assorbire la maggior parte degli acquisti e in forte crescita: +9,2% a 21,6 miliardi di dollari. Al secondo posto, tra i prodotti più venduti in aeroporti, stazioni e duty free, ci sono bottiglie di vino e superalcolici, che nel 2016 hanno messo a segno un +3,5% superando i 10 miliardi di dollari. Sono cresciute anche le vendite di abbigliamento e accessori: «Sono prodotti molto appetibili - spiega Mortensen - e le aziende hanno cominciato a investire nel canale di vendita travel proprio perchè ne hanno compreso le potenzialità». Il 2016 è stato un anno difficile per le vendite di prodotti hard luxury, in calo dell’8,4% a 5,4 miliardi di dollari. Nel 2017, tuttavia, potrebbe esserci un’inversione di tendenza, in linea con la ripresa stessa del mercato dell’orologeria e della gioielleria.

Il lusso continua a fare la parte del leone negli acquisti di chi viaggia, ma qualcosa sta cambiando: «I prodotti di fascia alta - continua il presidente di Tfwa - continuano ad essere i più amati e acquistati dai viaggiatori, ma c’è sempre più spazio per i marchi premium e accessibili. Del resto, la platea dei viaggiatori negli aeroporti è molto più ampia rispetto al passato».

Il cambiamento è in corso: le low cost raggiungono gli scali principali e proprio quest’anno compagnie aeree hanno lanciato voli intercontinentali a basso costo - il Roma-New York con Norwegian ha debuttato ieri dall’aeroporto Leonardo Da Vinci - e il Web offre sconti e occasioni per chi programma il proprio viaggio. Per rispondere a questa trasformazione le aziende aumentano la propria presenza nei principali scali internazionali: dal Beijing Capital International Airport, secondo aeroporto al mondo per numero di passeggeri (94,4 milioni nel 2016, secondo Airports Council International) dietro l’Hartsfield Jackson Atlanta International (oltre 104 milioni), a London Heathrow, settimo posto con 75,7 milioni di viaggiatori nel 2016.

«A livello geografico, l’area che sta crescendo di più è l’Asia - spiega Erik Juul- Mortensen - che assorbe oltre 27 miliardi di acquisti e nel 2016 è cresciuta dell’8,2%. Una menzione va all’Africa, spesso poco considerata, che però lo scorso anno ha messo a segno un incremento del 5,9% e non si ferma» . Il report mostra l’Europa stabile a 18,8 miliardi di dollari mentre America (10,8 miliardi) e Medio Oriente (5,6 miliardi) in calo, rispettivamente del 3,7% e del 2,8%. «La ripresa è possibile: l’economia statunitense è in ottima salute - chiosa il presidente - e l’Expo a Dubai è alle porte. Le occasioni di viaggio non mancano».

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