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Dario Nardella: «Dall’intelligenza artificiale il nuovo piano…

intervista al sindaco

Dario Nardella: «Dall’intelligenza artificiale il nuovo piano per il turismo sostenibile di Firenze»

Combattere il turismo “mordi e fuggi”, monitorare i flussi, diversificare l'offerta, migliorare le strategie dell'intera destinazione e qualificare il profilo dei fruitori e dell'esperienza: sono questi gli (ambiziosi) obiettivi di Destination Florence, il primo progetto nazionale pubblico-privato di marketing e promozione sviluppato dal Destination Florence Convention and Visitors Bureau e realizzato in partnership con il Comune di Firenze.

Il tema dell'overtourism si conferma particolarmente sensibile nelle città d'arte. È cronaca di questi giorni la polemica tra l'ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari e il segretario di Confartigianato Gianni De Checci, che imputava all'eccessivo numero di turisti la crisi degli artigiani in laguna.

Secondo la più recente indagine condotta dal Comune di Firenze, ogni anno pernottano nel capoluogo toscano circa 14,9 milioni di turisti, numero che sale a 18,5 milioni se si contano anche le presenze uniche senza pernottamento. Tra le 170 nazionalità che si fermano a Firenze le prime cinque sono Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Spagna e Germania con la Cina undicesima che però rientra nella top five se si considerano invece le presenze senza pernottamento.

Numeri importanti che necessitano di una governance efficace, supportata da un sistema tecnologico in grado di monitorare le presenze, le modalità di fruizione e gli orari nei luoghi più frequentati e conoscere nel dettaglio la provenienza dei turisti e le loro abitudini così da individuare nuove modalità di prenotazione dei grandi musei e modulare le tariffe in base ai flussi stagionali e alla domanda. All'interno del portale sarà possibile acquistare con un unico carrello (cross booking), tra le altre cose, biglietti dei musei e dei teatri, concerti, eventi sportivi, taxi e auto con conducente, biglietti aerei e ferroviari e tour guidati.

A raccontare il nuovo progetto al Sole 24 Ore è proprio il primo ambasciatore e promotore di Firenze, il sindaco Dario Nardella: «Non è l'ennesima nuova piattaforma di turismo online, ma una rivoluzione che contiene tanti elementi digitali e tecnologici ma anche culturali. Nel giro di qualche mese, attraverso l'intelligenza artificiale (Km4City, piattaforma Smart City Open Source sviluppata dal DISIT dell'Università degli Studi di Firenze, ndr), saremo in grado di offrire al visitatore un monitoraggio in tempo reale sul proprio smartphone di tutti i flussi e le code davanti ai musei, così da consentire di ottimizzare al massimo la visita della città, aiutandoci a gestire i flussi in modo sostenibile. È la prima volta che si offre un servizio del genere ed è l'obiettivo a cui devono tendere le grandi città d'arte: distribuire i flussi verso altre destinazioni e verso musei cosiddetti minori e decongestionare il centro storico. Bisogna evitare l'overbooking e promuovere una corretta fruizione: il nostro patrimonio deve rappresentare una destinazione culturale e non un feticcio».

L’homepage di Destination Florence

Sindaco Nardella, nella lotta all'overtourism non si rischia di far passare un messaggio elitario?
La vera sfida delle città italiane è quella della qualità e sostenibilità, ambientale ed estetica. Il turismo mordi e fuggi è deleterio per la conservazione del nostro patrimonio e per l'immagine del nostro Paese. La soluzione non è però la selezione o il numero chiuso, altrimenti rischiamo di affrontare problemi contemporanei con soluzioni medievali. Non credo nel turismo elitario, qualità per me vuol dire invece una politica di permanenza. Nel 2000 la permanenza media era di 2 notti, ora siamo vicini a 3.

Quanto è importante il supporto delle tecnologie più moderne?
Oggi più che mai il turismo ha bisogno di dati e tecnologie per governare i flussi e focalizzare la promozione con un'ottica tailor-made. L'Italia per anni ha scontato un gap di infrastrutture, in parte superato, oggi il gap è soprattutto digitale. Dobbiamo ancora trovare una nostra dimensione, siamo troppo frammentati. Non servono mille piattaforme, noi vogliamo offrire un'unica porta digitale d'ingresso, un cruscotto che riunisca ristoranti, teatri, alberghi, musei ed esperienze. La dispersione dell'offerta e la frammentazione del prodotto, oltre a danneggiare l'immagine della destinazione, costituiscono motivo di forte confusione per i buyers e tutti i potenziali fruitori della città.

È una sfida ai grandi portali e alle “Ota”, le agenzie di viaggio online?
Le grandi piattaforme mancano di ufficialità, qui invece c'è il nostro bollino di qualità. Il visitatore vuole avere garanzie: Destination Florence Convention and Visitors Bureau ci mette il suo expertise, noi garantiamo la correttezza e l'ufficialità delle informazioni su cultura e tempo libero.

Qual è il target a cui si rivolge principalmente il portale?
Cittadini, turisti ma anche e soprattutto studenti. Serve investire sulle nuove generazioni. Noi a Firenze abbiamo 40 università americane e 10mila studenti e ricercatori ogni anno, una tipologia di visitatore particolare, che si ferma anche un anno, e che viene poco considerata. Turismo sostenibile vuol dire fare investimenti a lungo periodo e non preoccuparsi di svuotare rapidamente il portafogli, che è invece un'economia purtroppo ancora presente nelle città d'arte. Una città turistica raggiunge l'eccellenza quando non c'è differenza tra visitatore e cittadino. Il visitatore si deve sentire a casa, il cittadino deve meravigliarsi della propria città come fosse un visitatore. Sul portale ci sarà una sezione di suggerimenti dei fiorentini stessi: vogliamo una città raccontata da chi la vive.

Se dovesse consigliare tre luoghi della città da visitare?
Le ville medicee di Castello, sulle colline ai confini di Firenze, dichiarate Patrimonio mondiale Unesco; il Museo Stibbert, che vanta la più importante collezione di armature in Italia, con una straordinaria sezione giapponese dedicata ai samurai; e poi i musei della moda, quelli di Ferragamo e di Gucci ma anche l'Antico Setificio Fiorentino di Stefano Ricci.

Esiste la possibilità di collaborare con altre città?
Insieme a Milano e al Sindaco Sala stiamo sviluppando un progetto di promozione integrata tra le nostre due città, in occasione delle Celebrazioni Leonardiane, con un calendario di eventi a tema arte, ricerca e tecnologia da vendere insieme sul mercato internazionale.

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