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Omnichannel strategico per i marchi di gioielleria

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Omnichannel strategico per i marchi di gioielleria

Una recente ricerca realizzata da Format per il Club degli Orafi evidenzia come tre italiani su quattro si rechino ancora in gioielleria. E la considerino «un posto raffinato, elegante, bello, piacevole, dove c’è gente competente». Nonostante ciò, meno della metà si rivolge alla classica gioielleria di fiducia. A rappresentare un concorrente - e di peso sempre maggiore - della gioielleria sono i monomarca dei brand: negozi dal design raffinato ed elegante, piacevoli, nei quali si trovano addetti alla vendita competenti e molto preparati sul prodotto. Le stesse caratteristiche che i consumatori rintracciavano nella gioielleria, ma oggi inquadrate in una strategia omnichannel che piace alle giovani generazioni e non solo.

Le storie di successo sono diverse, in Italia e all’estero, ciascuna con un proprio modello di business e piano di sviluppo. Da Dodo, brand di Pomellato diventato famoso per i charms e i bracciali componibili, distribuito in boutique monomarca e department store, a Bluespirit. Il brand, che dal 2007 fa capo al gruppo Morellato, 165,5 milioni di euro di ricavi 2016, è nato negli anni Settanta come progetto retail e oggi vanta una presenza capillare in Italia con 150 negozi a gestione diretta oltre a 20 negozi in franchising. L’ultima apertura, in ordine cronologico, è avvenuta ieri all’interno del centro commerciale Acquario di Vignate, appena fuori Milano, e 20 nuove opening sono in programma per il 2018. Tra i punti di forza della formula dei negozi Bluespirit c’è l’integrazione tra le dimensioni online e offline: «Il 2017 è stato un anno molto positivo - ha detto Marco Carraro, ceo Bluespirit - e ha segnato la fase di sviluppo eimplementazione della gestione omnichannel insieme all'importante restyling del sito».

Tra i big player del retail nel settore gioielleria in Italia c’è senza dubbio Stroili, realtà fondata nel 1996 e arrivata a toccare i 217 milioni di euro di ricavi consolidati nel 2016: conta400 punti vendita in tutta la Penisola, in parte nei centri città e in parte negli shopping mall. L’ultima apertura di Stroili è stata nel nuovo City Life Shopping District, a Milano, lo scorso 30 novembre: 100 metri quadrati dedicati alle collezioni principali ma anche a capsule collection in serie limitata, il tutto a un prezzo accessibile. Se il 2017 è stato per Stroili l’anno dell’espansione retail, il 2018 non sarà da meno: sono in calendario 29 aperture (incluse quelle dell’ultimo trimestre 2017) oltre al restyling di alcune tra le boutique storiche del brand, che verranno ripensate secondo il nuovo concept retail, più accattivante e contemporaneo. Anche Stroili ha fatto della sinergia on/offline un punto importante della propria strategia, con la possibilità di ritirare o cambiare in negozio prodotti acquistati sul sito .

Un altro brand di gioielleria con una presenza capillare in Italia, sviluppatasi in circa 5 anni, è Pandora, brand danese fondato nel 1982 che ha chiuso il 2016 con ricavi per 20,3 miliardi di corone danesi, 2,7 miliardi di euro, e il terzo trimestre 2017 in salita del 16% (in valuta locale), e che ha nell’Italia un mercato strategico. I monomarca Pandora, 2.300 a livello mondiale e 113 in Italia inclusi gli shop in shop, sono concepiti come uno spazio coinvolgente - il cliente deve comporre il proprio gioiello - e hi tech, con video wall e strumenti tecnologici. L’ultimo arrivato è il negozio di City Life, a Milano.

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