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Halal, unisex o su misura, ecco le fragranze del futuro

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Halal, unisex o su misura, ecco le fragranze del futuro

Nel prossimo biennio aumenterà il consumo di fragranze unisex, i Millennials (i nati dopo il 1980) cercheranno proposte dedicate, la bellezza Halal chiederà innovazione nelle fragranze; tra cinque anni, invece, i profumi a nota singola attrarranno i mercati consolidati e il richiamo al naturale sarà sempre più forte. Sono questi i trend della profumeria alcolica che si proiettano a due e cinque anni, forti di un decennio in cui il consumo è rimasto costante nei valori di spesa, in Italia, dagli 1,04 miliardi di euro nel 2006 agli 1,1 miliardi di euro del 2017.

L'uso delle fragranze ha confermato la natura anelastica dell'intero settore cosmetico che ha attraversato la crisi del 2008 senza danni né condizionamenti. Mantenendo una ripartizione dei consumi dominata dalle fragranze femminili a cui va una quota del 62% del totale.

«Non c'è stata la rivoluzione nelle offerte di nuove fragranze, ma la crescita delle novità, sempre più orientate al concetto di prodotto personalizzato e di nicchia, senza rinunciare ai classici evergreen – spiega Gian Andrea Positano, responsabile del Centro studi di Cosmetica Italia -. Nella nostra società non è cambiato molto, salvo passare da oggetto di distinzione sociale, alla moda, a oggetto di soddisfazione personale, del “ben essere”. Anche sul profilo delle caratteristiche è cambiato poco perché il profumo si muove assieme ai desideri e all'emotività delle persone. Di certo la comunicazione, il packaging e le novità strizzano l'occhio a nuovi consumatori, ma non si può dimenticare il profilo classico e tradizionale dell'uso del profumo»

Le fragranze, con il 12,8% del totale dei consumi di cosmetici, rappresentano la quarta categoria in termini di valore del mercato (prima categoria per l'uomo, con il 17% dei consumi maschili di cosmetici e quinta per la donna, con l'11% dei consumi femminili di cosmetici).Se nel mercato interno la profumeria alcolica cresce del 2,5%, è con l'export che si registrano le performance migliori: considerando il primo semestre del 2017, e confrontato con lo stesso periodo dell'anno precedente, le esportazioni sono aumentate del 19,5%.

Guardando i primi dieci Paesi di destinazione, i valori di crescita più importanti sono da parte degli Stati Uniti (+38,5%) e Hong Kong (+47,3%), sia per il richiamo del made in Italy che la profumeria ha nel mondo, sia per la riconosciuta capacità produttiva delle aziende italiane e il fenomeno dell'intercompany di aziende estere che hanno sedi produttive sul nostro territorio ma che non hanno necessariamente l'Italia come mercato di sbocco.

Secondo un'analisi Mintel a livello mondiale, dopo la contrazione dei consumi degli ultimi anni, nel 2017, si prevede un lieve recupero delle vendite di fragranze, con un mercato che raggiungerà 27,5 miliardi di dollari. E, se il Brasile continua a guidare le vendite globali di profumi, la Russia sta diventando sempre più importante (+7%): supererà la Francia diventando il terzo più importante mercato nel 2017, dopo gli Stati Uniti. Ancora, il mercato delle fragranze è piccolo ma in crescita in Asia, in particolare in Corea del Sud e Cina.

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