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Omega punta sulla multicanalità. E si prepara alle Olimpiadi

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Omega punta sulla multicanalità. E si prepara alle Olimpiadi

L'inaugurazione della fabbrica hi tech di Omega
L'inaugurazione della fabbrica hi tech di Omega

Un anno per molti versi straordinario che prelude a un 2018 altrettanto ricco di eventi: lo racconta Raynald Aeschlimann, presidente e ceo di Omega, uno dei marchi di orologi più famosi al mondo. Nato in Svizzera nel 1848, fa parte del gruppo Swatch e, in termini di vendite, è il più importante del colosso guidato da Nick Hayek. «Il 2017 era cominciato con un’iniziativa pensata per internet: nei primi giorni di gennaio presentammo su Instagram uno Speedmaster “Speedy tuesday” in edizione limitata, dando la possibilità di prenotarlo spostandosi su una pagina dedicata all’indirizzo omegawatches.it – racconta Aeschlimann –. I 2.012 pezzi, benché la consegna fosse prevista per l’estate,andarono esauriti in quattro ore: l’esperienza ci ha insegnato quanto sia ricettiva la comunità di appassionati di Omega che si ritrova anche sui social media».

La volontà di rafforzare il legame con i consumatori più giovani e in particolare con i Millennials (i nati dopo il 1980) è evidente. Ma è altrettanto importante comunicare quanta storia abbia il brand e quanto sia prezioso l’heritage. «In settembre abbiamo presentato a Parigi, in concomitanza con la settimana della moda femminile, i ritratti firmati da Peter Lindbergh della famiglia di Cindy Crawford. Fotografie talmente belle da essere raccolte nella mostra Her time, che rimase aperta al pubblico all’hotel de Sully dal 30 settembre al 15 ottobre», spiega il ceo e presidente di Omega.

Cindy Crawoford iniziò a collaborare con Omega nel 1995 e da allora ha partecipato in varie vesti agli eventi più importanti organizzati nel mondo dall’azienda. Dal 2017 sono brand ambassador della maison anche i due figli della modella e imprenditrice, Kaia e Presley Gerber, ritratti da Lindbergh insieme alla madre e al padre, Rande Gerber. «Non sono molti gli esempi di legami così solidi e duraturi tra un testimonial o ambassador e un marchio della moda o del lusso – sottolinea Aeschlimann –. Con Cindy e ora con la sua famiglia c’è un’affinità elettiva che viene sicuramente percepita anche dai consumatori finali e siamo molto contenti del messaggio di “continuità tra generazioni” che possiamo trasmettere».

Nella lunga storia di Omega ci sono naturalmente le Olimpiadi: il brand è official timekeeper dei Giochi dal 1932: cronometra cioè ogni singola competizione e succederà anche per le prossime Olimpiadi e Paraolimpiadi, in programma in Corea del Sud a partire dal 9 febbraio 2018. «Dietro a questo impegno c’è un lavoro costante, senza soluzione di continuità tra un appuntamento olimpico e quello successivo - aggiunge il numero uno di Omega -. Ricerca e sviluppo sono da sempre strategici e un altro passo importante del 2017 è stata l’inaugurazione della nuova struttura produttiva a Bienne, in Svizzera».

Un autentico inno all’innovazione, una fabbrica futuribile pensata dall’archistar giapponese Shigeru Ban, che aveva firmato anche il progetto della boutique Omega di Tokyo.Tornando all’attenzione ai Millennials e, perché no, a consumatori ancora più giovani, Aeschlimann conclude citando il lancio del primo sito strutturato per la vendita online: «Abbiamo deciso di partire con gli Stati Uniti, tra i Paesi dove l’e-commerce corre di più. Ma presto offriremo lo stesso servizio in altri mercati, senza mai smettere di investire nei negozi fisici. La parola d’0rdine è multicanalità».

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