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Guadagnino, tutti i fashion film del regista candidato a quattro Oscar

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Guadagnino, tutti i fashion film del regista candidato a quattro Oscar

L’algida bellezza di Tilda Swinton accesa da un tubino rosso fuoco, firmato Jil Sander, quale simbolo dell’essenzialità, dell’eleganza e del potere dell’alta borghesia milanese. È stato “Io sono l’amore” (2009), il suo secondo film, a dare definitivamente corpo al legame tra Luca Guadagnino e la moda. Palermitano, classe 1971, regista e produttore con la Frenesy, Guadagnino è fresco di quattro candidature agli Oscar 2018 - e di tre nomination agli ultimi Golden Globes, purtroppo rimaste tali - con il film “Call me by your name”, che ha diretto e prodotto, e che sarà nelle sale italiane a partire da domani.

Soprattutto, è da quasi un decennio uno dei registi italiani più amati dalla moda e dal lusso internazionale. E a dimostrarlo non sono solo le mise della Swinton - il tubino rosso fu prodotto da Jil Sander in soli sette pezzi, venduti in esclusiva sul sito della maison - nel lungometraggio del 2009 che fu candidato a un Golden Globe, quello per il miglior film straniero, e a un Oscar, quello per i migliori costumi. Cavalcando l’onda dell’emancipazione del mondo della moda dall’immagine statica, coincisa con la diffusione del web, Guadagnino, infatti, ha lavorato al fianco delle maison alla costruzione di un nuovo linguaggio, nato dalla fusione tra video, suono e creazioni di moda, ma fatto anche di volti noti e colti citazionismi.

Tra le collaborazioni, molte delle quali prodotte dalla già citata Frenesy, spiccano quelle con Tilda Swinton - musa del regista, corteggiata prima per posta, a suon di lettere e copioni , pare, e poi fermata per le strade di Roma - per Pomellato, con i video “M’ama non m’ama” e “Colpo di fulmine”, diretti da Guadagnino nel 2010. La Swinton è stata la protagonista, insieme a Ralph Fiennes e Dakota Johnson del terzo film del regista, “A bigger splash” (2015). Nel 2012 è stata la volta di Giorgio Armani, per il quale il regista ha realizzato lo short movie “One plus one”, dedicato alla collezione primavera-estate 2012, con Milou Van Groesen, Vinicius Sales e Diego Fragoso. All’epoca lo stilista disse di aver scelto Guadagnino per il suo «occhio elegante e sofisticato». Il corto per Armani, tre minuti in tutto, è stato girato tra Mantova e Crema: un’area molto amata dal regista, che ha scelto Crema come set di “Call me by your name”.

Armani non è stato l’unico ad aver scommesso sul giovane palermitano: il regista ha lavorato con Sergio Rossi al video “Skin on Skin”, con Fendi al fashion film “Adele’s dream” (2013), diretto da Marco Molinelli e Giovanni Troilo e prodotto dalla Frenesy. Sempre nel 2013 , ha debuttato “Walking stories”, realizzato per Salvatore Ferragamo: si tratta di un cortometraggio da 21 minuti che l’azienda decise di somministrare “in pillole” sul proprio sito e di presentare in versione integrale a New York, con un’anteprima-evento. Nel 2014 è stata la volta di “Be delicious”, per DKNY.

Di cortometraggio in cortometraggio, Guadagnino ha contribuito a tracciare i contorni di un nuovo strumento di comunicazione tra lusso e cliente finale. Coltivando quella passione per il racconto che ha spinto i consumatori a “indagare” la storia e i valori delle aziende del settore. In Italia e all’estero. Con la Frenesy ha realizzato quattro video per Cartier: s’ intitolano “Place de l’Opera”, “Rue du Faubourg Saint-Honoré”, “Palais Royal” e “Destinée” e celebrano l’allure parigina insieme ai valori della maison di alta gioielleria.

"Destinée", diretto da Luca Guadagnino per CARTIER

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