Moda24

Diamanti: da Usa, Cina e India la spinta alle vendite

  • Abbonati
  • Accedi
gioielli

Diamanti: da Usa, Cina e India la spinta alle vendite

Una storia che dura in un mondo che cambia: è questo il titolo scelto per la settima edizione del Global Diamond Industry, un report firmato da Bain & Co. in collaborazione con l’Antwerp World Diamond Centre, ente che rappresenta il business dei diamanti della città olandese di Anversa, una delle capitali mondiali del settore.

L’analisi dei dati 2016 e del primo semestre 2017 riguardanti l’estrazione delle gemme e la vendita di gioielli di diamanti conferma questo aspetto di Giano bifronte, con un sistema di produzione pressoché immutato da una parte e mercato e gusti dei clienti in veloce cambiamento dall’altra. Nel 2016 la produzione globale di diamanti è stata di 127 milioni di carati, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, con gemme estratte soprattutto in Canada, il nuovo Eldorado dell’industria diamantifera, e in Sud Africa. Se le vendite sono aumentate di ben il 20%, infatti, è stato soprattutto a causa del destoccaggio delle riserve del 2015.

Per quanto riguarda le vendite di gioielli, dopo un 2016 piuttosto piatto, il 2017 è sembrato più vivace, soprattutto negli Stati Uniti, primo mercato globale e che per la prima volta ha superato i 40 miliardi di dollari di vendite. Bene anche Cina e India, dove gli acquisti sono sostenuti dalla classe media in espansione. I due mercati asiatici, inoltre, sembrano essersi lasciati alle spalle gli effetti negativi rispettivamente del rafforzamento dello yuan e della politica di demonetizzazione lanciata dal premier Narendra Modi. Ma, si legge nel report, anche se l’economia globale è in ripresa, le vendite di gioielli di diamanti fra 2016 e 2030 aumenteranno solo dell’1-4%.

A causare questo aumento “low single digit” della domanda di gioielli è anche la crescente preferenza dei consumatori di lusso per il lusso esperienziale. Ecco perché, nota il report, i produttori prevedono di aumentare i loro investimenti in marketing, per proporre una narrazione del diamante più contemporanea, capace di attrarre nuovi segmenti di consumatori: per esempio, le giovani professioniste asiatiche, che sempre più spesso scelgono di regalarsi un diamante per celebrare una promozione più che un anniversario.

Anche i diamanti, poi, non potranno sottrarsi al confronto con il mercato digitale, come dimostrano due recenti operazioni di m&a nel settore: a febbraio 2017 tre fondi di private equity hanno rilevato il 34% di Blue Nile, e-tailer di Seattle specializzato in diamanti, per 500 milioni di dollari; lo scorso agosto Signet Jewelers Limited, il maggiore retailer di gioielli di diamanti al mondo con sede in Ohio, ha rilevato per 328 milioni di dollari la società R2Net, proprietaria di un’importante piattaforma di e-commerce e di diverse tecnologie per il digital shopping di gioielli.

© Riproduzione riservata