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Francesco Scognamiglio celebra a Roma vent’anni di moda indipendente

A ROMA

Francesco Scognamiglio celebra a Roma vent’anni di moda indipendente

Coraggio al limite dell’incoscienza, passione, un pizzico di fortuna e alcuni incontri decisivi, con persone che gli hanno dato fiducia e lo hanno incoraggiato a seguire la sua strada. Così Francesco Scognamiglio ricorda la scelta, fatta vent’anni orsono, di lanciare il marchio che porta il suo nome e di restare da allora fieramente indipendente. Una mosca bianca nel panorama odierno, dove anche gli stilisti più (ri)conosciuti preferiscono “accasarsi” in un grande gruppo invece di tentare un percorso autonomo.

«Se dovessi iniziare oggi, forse anch’io farei scelte diverse. Sentire su di sé sia il rischio creativo sia quello imprenditoriale può spaventare – racconta lo stilista –. Ma vent’anni non si cancellano, specie se c’è stato, come nel mio caso, un percorso di crescita in Italia e all’estero. Sono responsabile verso me stesso e verso le persone che lavorano con me e hanno creduto in quest’impresa».

Per festeggiare il traguardo, Scognamiglio ha deciso di sfilare ad Altaroma, saltando poi la settimana della moda femminile che si terrà a Milano in febbraio. La sfilata si è tenuta ieri sera ed è stata un successo. «La mia prima sfilata si tenne proprio a Roma, a Palazzo Barberini, nel 2000, frutto del lavoro iniziato nel 1998 nell’atelier che avevo aperto a Pompei – ricorda lo stilista –. Mi è sembrato giusto tornare nella capitale con una collezione di alta moda».

Invitato nel 2017 dalla Camera della moda francese a sfilare durante la settimana dell’haute couture di Parigi, Scognamiglio è orgoglioso degli stilisti italiani che nei giorni scorsi hanno presentato collezioni nella capitale dell’alta moda, come Pier Paolo Piccioli da Valentino o Maria Grazia Chiuri da Dior. Ma, ancora una volta, vuole seguire un percorso diverso, libero dalle costrizioni che possono esserci quando si guida un brand globale.

«Vedo una gran confusione nel mondo della moda. Massificazione, ossessione per lo streetwear, dipendenza da trend usa e getta che niente hanno a che vedere con la funzionalità e la femminilità – conclude Scognamiglio –. Anche per questo ho preso una pausa dalla fashion week di febbraio. Desidero lavorare con calma a un pret-à-porter che rifletta i cambiamenti della società, come ha sempre fatto la moda, ma che allo stesso tempo parta da un punto di vista creativo molto chiaro e riconducibile alla mia visione del mondo, piccola o grande che sia».

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