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Gli allievi di Brera rivisitano la moda uomo: il Salone Napoleonico apre a «UnaVitadaLem»

Vita (e stile) del Little ego man: ha la forma di un omino, il suo acronimo è Lem che è anche il suffisso del titolo della mostra Unavitadalem, curata da Stefano Chiassai (direttore creativo Scs) e Paola Maddaluno (docente del corso di Design del tessuto a Brera), dall’8 al 12 febbraio eccezionalmente ospitata nel Salone Napoleonico dell'Accademia di belle arti di Brera.

Lem è il protagonista di questa esposizione - nata dal confronto tra gli allievi di Brera e Chiassai – che ruota intorno ad alcuni concetti chiave della moda uomo. Gli studenti si sono concentrati sulle architetture della camicia, della giacca, del capospalla e hanno rivisitato ogni elemento seguendo alcuni fil rouge: il senso della monumentalità e la presenza del bianco, ricorrendo a misure lontane dalle consuetudini della sartorialità maschile.

Sono nati così tredici “pezzi-oggetti” progettati e realizzati dagli studenti dell'Accademia che, idealmente, si misurano con le sculture neoclassiche custodite nel Salone Napoleonico. Gli interventi degli allievi sono accostati ai capi di una sfilata messa in scena da Chiassai: una collezione di 21 outfit provenienti dall'archivio personale dello stilista composta da abiti senza tempo, segnati dall'utilizzo della tecnica dell'assemblage. Gli abiti sono sospesi nel vuoto e appaiono senza corpi per una scelta che, spiega Chiassai, tende a «non limitare la possibilità di immaginazione, la possibilità a chiunque di poterli indossare».

Gli outfit (definiti dallo stilista BreraLem) sono caratterizzati da abbinamenti e contaminazioni insolite tra capi in pelle, shearling, giacche, pantaloni, maglie, camicie, cravatte e foulard che vanno dagli anni ‘20 ad oggi.

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