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Microsoft finanzia lo showroom online Selec.to

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Microsoft finanzia lo showroom online Selec.to

Incauto, fuori luogo, fuori dal tempo. Così apparirebbe chi chiedesse a Fiorina Benveniste Schuler se si senta a suo agio, come giovane donna, in un mondo ancora molto maschile, quello della tecnologia. Primo: questa imprenditrice poliglotta (parla cinque lingue) è abituata a vivere e studiare in Paesi diversi fin da quando era bambina e sembra perfettamente consapevole dei suoi talenti, mezzi e opportunità come persona, non come donna. Secondo: prima di inventarsi Selec.to, Fiorina ha preso una laurea e un dottorato in economia e finanza e per dieci anni ha lavorato nel sistema moda, scegliendo di non specializzarsi, ma facendo esperienze diverse: stylist, pr, buyer, solo per fare alcuni esempi.

Selec.to è una piattaforma B2B che funge da showroom virtuale, da punto di incontro tra marchi più o meno conosciuti e buyer che non hanno tempo o risorse per visitare ogni showroom fisico di Milano, Parigi, Londra, New York e magari Hong Kong, per trovare brand emergenti o comunque diversi e complementari a quelli più famosi, che hanno i loro showroom e magari sfilano o presentano singolarmente durante le settimane della moda.

«Quando mi chiedono come è cambiato il lavoro dei buyer nell’era di internet, rispondo che è diverso, in parte, nella forma, ma non nella sostanza – racconta in un italiano che Fiorina insiste a non definire perfetto, mentre lo è –. I buyer devono continuare a fare affidamento sul loro intuito, partendo, certo, da una profonda conoscenza del mercato e dalla voglia di studiare i cambiamenti in atto nella società. Ma ogni acquisto resta una scommessa, non si può essere certi che una collezione piacerà. Resta lo stesso anche il desiderio di scoprire stilisti o marchi emergenti e magari di sostenerli. La tecnologia cambia il lavoro dei buyer nel modo in cui lo fa Selec.to, rendendo accessibile con un clic invece che con un volo aereo la visione di centinaia di collezioni».

Online da pochi mesi, Selec.to ha raccolto 200 marchi di abbigliamento e accessori (in prevalenza da donna e tra gli italiani c’è Orciani) di 32 Paesi. La squadra è composta da 14 persone, sette delle quali nella sede di Londra, e la sua fondatrice ha progetti che vanno ben oltre lo showroom virtuale.

«La parte tecnologica è molto importante ed è grazie al coinvolgimento e finanziamento di Microsoft che siamo arrivati in fretta all’operatività – sottolinea Fiorina –. Il modello di business è freemium: gratis per l’accesso base, a pagamento per servizi veri e propri. Il contatto tra brand e buyer è solo il primo passo, in futuro vorremmo offrire consulenza per le strategie di comunicazione, per costruire una rete commerciale e magari anche di stile».

Agli occhi di un non Millennial la cosa più interessante è l’attenzione di Fiorina per la parte meno tecnologica: non vuole cancellare l’esistente, ma usare la tecnologia come ponte. «Durante la prossima fashion week di Parigi avremo, per la seconda volta, uno showroom fisico – spiega –. Chi sarà in città per il calendario ufficiale potrà vedere tutto dal vivo, dopo aver avuto un assaggio virtuale».

Anche per il B2C e in particolare per l’e-commerce l’imprenditrice ha idee chiare: «Già adesso le piattaforme per le vendite online offrono molti servizi interessanti e una buona shopping experience. In futuro sarà sempre di più così, grazie all’intelligenza artificiale e ai programmi di realtà virtuale e aumentata. Ma niente può sostituire l’esperienza fisica, il contatto umano. Lo dico da Millennial, nativa digitale e amante della tecnologia in ogni forma».

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