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Corsa ai ritocchini, l’Italia sale al 4° posto mondiale per…

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medicina estetica

Corsa ai ritocchini, l’Italia sale al 4° posto mondiale per numero di richiesti

Durante la settimana della moda milanese appena conclusa le modelle sono state sotto i riflettori in passerella, nei backstage e per le strade. Anche loro, per apparire sempre al meglio, qualche volta ricorrono a piccoli trattamenti di medicina estetica, come laser e peeling per acne e smagliature, ma anche filler per definire e riempire le labbra, biorivitalizzanti per la pelle e botulino per sollevare le sopracciglia, come spiega Sergio Noviello, medico estetico e chirurgo estetico, direttore sanitario di Milano Estetica Estetic surgery & medical spa. Ma non bisogna essere modelle per ricorrere ai famosi “ritocchini”. Crisi o non crisi, gli italiani non rinunciano alla bellezza: con oltre 950mila trattamenti in un anno, l’Italia si piazza al quarto posto nel mondo, dopo Stati Uniti, Brasile e Giappone, secondo il Rapporto Isaps 2017 (International Society of Aesthetic Plastic Surgery), salendo di 5 posizioni rispetto all’anno precedente. A rivolgersi a medici e chirurghi estetici sono soprattutto le donne, ma anche gli uomini sono sempre più interessati alla cura del proprio aspetto fisico. E sono disposti a spendere, e anche tanto, pur di sentirsi più belli: da 700 a mille euro per 4-5 sedute per combattere la cellulite; fra 200 e 350 euro a seduta per combattere le rughe e da 100 a 700 euro per eliminare i peli superflui, secondo il Centro ricerche Syneron Candela, azienda di dispositivi medici estetici.

Secondo l’Osservatorio permanente istituito dalla Società di medicina estetica Agorà nella classifica dei trattamenti più richiesti si confermano ai vertici filler, tossina botulinica e rivitalizzazione cutanea. In particolare, per quanto riguarda il pubblico femminile, la fascia di età che più ricorre a trattamenti estetici è quella tra i 35 e i 50 anni con una concentrazione di richieste per peeling chimico (78%), seguiti da trattamenti per la cellulite (cavitazione, 72% e carbossiterapia 70%), rivitalizzazione cutanea (70%) e la tossina botulinica, con un 67% di richieste. Le giovanissime under 18 si rivelano una clientela piuttosto interessante con una prevalenza di trattamenti per la Pefs (Pannicolopatia edemato-fibro sclerotica o cosiddetta cellulite) come laser e meccanostimolazione (50%), rimozione di tatuaggi e ipercromie (43%).

«Nelle donne - spiega Alberto Massirone, presidente della Società di medicina estetica Agorà - le richieste di trattamenti estetici sono maggiori: procedure antiaging, ma anche prevenzione della cellulite e delle patologie a essa collegate».

Anche tra gli uomini – che rappresentano il 12% elle richieste – il picco si raggiunge fra i 35 e i 50 anni con trattamenti antiaging come filler e peeling al primo posto (65%), seguiti da rivitalizzazione (64%) e botulino (63%); mentre per i 50-60enni sono i fili di sostegno e biostimolazione a farla da padrone (50%). Poche, invece, le richieste di trattamenti tra i Millennials che si rivolgono al medico estetico più che altro per la rimozione dei tatuaggi (39%), e quasi nulle trai giovanissimi (meno di 18 anni), che, al contrario delle coetanee, chiedono quasi esclusivamente piani alimentari (23%).

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