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Ruffini (ceo): «Per Moncler niente più stagioni»…

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intervista

Ruffini (ceo): «Per Moncler niente più stagioni» stagioni

I cambiamenti climatici c’entrano, ma fino a un certo punto. Per Remo Ruffini, ceo e presidente di Moncler, la (parziale) scomparsa delle stagioni nelle collezioni di abbigliamento (si veda l’articolo in pagina) è legata soprattutto a un profondo cambiamento della distribuzione. I negozi fisici, dalle boutique ai department store, dai multimarca agli outlet, sono stati rivoluzionati da internet, un luogo per definizione fuori dal tempo (anche in senso meteorologico) e dallo spazio.

Nasce così il Genius Building, progetto che unisce otto universi creativi sotto l’ombrello Moncler. Presentato da Ruffini in apertura della fashion week milanese, ha subito fatto fare un balzo positivo al titolo. Segnale che persinoil mercato finanziario e i “freddi e calcolatori” analisti hanno imparato a fidarsi, almeno quando si tratta di società legate alla moda e al lusso, dell’innovazione e della fantasia.

Unicità, selettività e controllo. Ha usato queste tre parole per spiegare i risultati 2017, chiuso con ricavi a 1,19 miliardi (+17%) e un utile netto di 250 milioni, salito del 25% rispetto al 2016. Cosa intende, in particolare, per controllo?

Non c’è contraddizione con l’idea di creatività e innovazione, che presuppongono, ovviamente, la massima libertà di pensiero da parte dei designer. Ma non possiamo permetterci di non avere un quadro d’insieme, una sorta di “cornice Moncler” all’interno della quale confluiscano i nuovi progetti. Per questo abbiamo sostituito la scansione un po’ random di capsule e collaborazioni speciali degli ultimi anni con il Genius Building, dove aleggia l’heritage di Moncler, il suo legame con la montagna e l’idea di capi funzionali, ma con una forte personalità.

Nel 2017 è salito ancora il peso del retail, arrivando quasi al 75%. Anche in questo caso è una questione di controllo?

Certo. Per definizione non si può controllare il canale wholesale, gestito da persone o società che vanno considerate partner, con tutta l’indipendenza del caso. Essendo un maniaco del controllo (ride), una parte di me vorrebbe imporre loro le mie scelte. Ma non posso e non voglio farlo: il confronto con i multimarca è cruciale. Se avessimo solo negozi diretti il rischio di autoreferenzialità e autoindulgenza sarebbe altissimo. Mai pensare di aver trovato la formula giusta, definitiva. Ogni minuto o quasi mi chiedo come fare meglio quello che sto facendo e come avrei potuto impostare diversamente ciò che ho già fatto.

Il Genius Building è stato salutato come l’ennesima mossa lungimirante di Moncler. Vuol dire che lei invece non è completamente soddisfatto?

Lo sono, eccome. E ci è voluto quasi un anno per mettere a punto la formula e il modo di comunicarla. Ma per fortuna è un progetto nato per crescere, trasformarsi, migliorare. Niente nasce o resta perfetto, men che meno nell’abbigliamento e per un brand che vuole essere globale e che deve quindi adattarsi a geografie e culture diverse.

Torniamo alla stagionalità: grazie al Genius Building, porterete in negozio nuove collezione ogni mese, non due volte all’anno. Un impegno nuovo anche per i negozi e la logistica. Con nuovi costi.

Credo che il vero costo, la vera perdita, fosse il vecchio modello, con picchi di acquisto all’inizio dell’autunno e della primavera e una sorta di “vivacchiare” per tutti gli altri mesi. E torniamo a internet, che non avendo limiti di spazio può offrire un assortimento praticamente infinito in ogni momento.

Perché investire sui negozi fisici se internet si sta prendendo tutto lo spazio?

Perché siamo essere umani e le emozioni più forti e autentiche le proviamo ancora nell’universo fisico, non in quello virtuale. Vale anche per lo shopping. Credo quindi nella multicanalità, che nessuno ha ancora pienamente realizzato: alcuni analisti dicono che nel 2025 l’e-commerce varrà il 25% delle vendite. Non so se si arriverà a tanto, noi siamo all’8% e sicuramente cresceremo. Ma i negozi fisici resteranno un punto di riferimento e una garanzia per i consumatori contro i falsi, che si comprano soprattutto su internet.

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