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Le scarpe Mario Valentino guardano a Usa e Medio Oriente

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Le scarpe Mario Valentino guardano a Usa e Medio Oriente

Dimenticare per ricordare. Disfare per ricostruire. Rompere con il passato per restare contemporanei o addirittura anticipare il futuro. Ne ha, di buone scuse, la moda per spiegare la velocità con la quale (si) condanna all’oblio. Ma in alcuni casi questa mancanza di memoria storica non è giustificata.

Come per Mario Valentino, imprenditore e creativo che nel 1953 lanciò a Napoli il suo marchio di scarpe. Precursore in tutto, decise quasi subito di applicare la sua fantasia e conoscenza delle pelli all’abbigliamento. Per disegnare scarpe, giacche e mantelle chiamò talenti in piena fioritura come Armani e Versace. «Avevo 11 anni quando Karl Lagerfeld iniziò a collaborare con mio padre, che cercava sempre e solo l’eccellenza – ricorda Enzo Valentino –. Negli anni 70 e 80 il mondo della moda era molto diverso e noi eravamo una piccola azienda napoletana. Ma per fotografare le scarpe che considerava più riuscite si rivolse a Helmut Newton e quando decise di sfilare scelse Veruschka».

Scomparso nel 1991 a soli 63 anni, Mario Valentino lasciò un grande vuoto, nella famiglia, nell’azienda e nella moda. Il figlio Enzo vuole ripartire con passo più deciso da Milano e da un libro, Una storia tra moda, design e arte, appena pubblicato da Skira e presentato, insieme alla collezione autunno-inverno 18-19, durante la recente fashion week.

«Senza clamori e restando fedeli al cuore artigianale dell’azienda, negli ultimi 20 anni abbiamo continuato a crescere – spiega Enzo Valentino –. Il 2017 si è chiuso con un fatturato di circa 40 milioni. Abbiamo due monomarca, a Napoli e a Milano, e un buon mix tra calzature e pelletteria. Nel 2018 vorremmo aumentare la presenza negli Stati Uniti e in Medio Oriente, anche se l’Italia, negli ultimi anni, ci ha dato molte soddisfazioni».

La creatività resta il perno di tutto: «Abbiamo ampliato l’ufficio stile e collaboriamo con scuole e università. Alcune delle scarpe disegnate da mio padre si trovano al museo della calzature di Parigi, ma sarebbe lui stesso il primo ad avallare un’apertura verso le nuove sensibilità su forme e colori».

Nei mesi in cui prende forma la nuova partecipazione di Prada Luna Rossa alla Coppa America di vela, è giusto ricordare un altro primato di Mario Valentino: sostenne la prima sfida italiana nel più antico trofeo sportivo del mondo, unico marchio della moda a sponsorizzare l’avventura di Azzurra, nel 1983.

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