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Bellezza e salute con la skin therapy

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21° Congresso Internazionale di Medicina e Chirurgia Estetica Sieas - Valet

Bellezza e salute con la skin therapy

L’acido ialuronico e gli skinbooster sono protagonisti e fautori di una nuova sinergia, adottata e spiegata da esperti italiani di dermatologia, medicina estetica e chirurgia plastica: la skin therapy che unisce bellezza e salute. Per comprendere il significato e l’importanza di questo concetto, è necessario chiarire cosa sia l’acido ialuronico e soprattutto cosa si intenda per skinbooster.

L'acido ialuronico ha finora trovato largo impiego in vari campi della medicina: dermatologia e chirurgia estetica, ma anche in oftalmologia, ortopedia e otorinolaringoiatria. In campo estetico viene solitamente utilizzato, oltre che per incrementare i volumi e correggere le pieghe e i solchi della cute, anche per la sua capacità di ripristinare l'idratazione ottimale della pelle. Grazie alle sue particolari proprietà, l'acido ialuronico Nasha (acido ialuronico stabilizzato non animale), alla base dei cosiddetti skinbooster è stato protagonista di un recente documento di consenso pubblicato da un gruppo di esperti italiani sul Journal of Drugs in Dermatology e presentato nei giorni scorsi al 21° Congresso Internazionale di Medicina e Chirurgia Estetica Sieas - Valet, a Bologna.

In sostanza, l'acido ialuronico nella particolare formula di skinbooster viene promosso da trattamento antiage a vera terapia per la pelle, grazie alla sua concreta capacità di migliorare progressivamente e in modo durevole la qualità della pelle.

«Gli skinbooster - chiarisce Magda Belmontesi, dermatologa di Milano - sono gel iniettabili a base di acido ialuronico stabilizzato di origine non animale e rappresentano un trattamento unico per tecnologia, efficacia e risultati. Uno degli utilizzi classici di questi dispositivi medici è la prevenzione e la cura dei segni dell'invecchiamento cutaneo, sia esso fisiologico o fotoindotto, quali perdita di elasticità della pelle, presenza di microrugosità e grinzosità cutanee».

E aggiunge: «Questi dispositivi medici “ringiovaniscono” la pelle di viso, collo, decolleté e dorso delle mani, agendo diversamente rispetto ai filler, in quanto il loro effetto non deriva dalla creazione di volume o dal riempimento delle rughe, ma dall'induzione di un vero e proprio processo di ripristino della matrice dermica che migliora la qualità della pelle già dopo la prima seduta e in modo progressivo, con risultati visibili fino a un anno. Esistono due formulazioni di skinbooster, Restylane Skinboosters Vital e Restylane Skinboosters Vital Light, con due diverse concentrazioni di acido ialuronico, che permettono di trattare i diversi tipi di pelle: da quelle più segnate dal tempo a quelle più giovani e in base alle aree da trattare».

Approfondisce Carlo Di Gregorio, chirurgo plastico di Palermo: «Secondo recenti studi istologici, l'acido ialuronico stabilizzato, iniettato a livello del derma profondo e del tessuto adiposo dermico, avrebbe la capacità di stimolare la riattivazione dei fibroblasti promuovendo la formazione di nuovo tessuto collagene. La loro azione sulla struttura della pelle li rende, pertanto, molto promettenti nel trattamento di diverse condizioni cliniche, quali ad esempio la correzione di alcune tipologie di esiti cicatriziali».

Possiamo allora promuovere un upgrade dell'acido ialuronico da strumento tecnologico di lotta contro i segni del tempo, a terapia utile in ambiti patologici, ad esempio nel trattamento delle cicatrici da acne, in associazione con altre tecnologie quali ad esempio il laser, ma anche nel trattamento dell'atrofia cutanea e sottocutanea, in donne e uomini.

Non mancano, infine, gli aspetti psicologici come conseguenza della nuova prospettiva, come sottolinea Katia Vignoli, psicoterapeuta di Milano: «Considerato solo un approccio frivolo ed esteriore, la ricerca della bellezza spesso coincide con quella della salute e del benessere e non basta recuperare un'immagine ringiovanita secondo canoni estetici standardizzati: l'intento profondo è quello di recuperare il proprio volto, rispondente a un'unicità che per ciascuno di noi è il valore primario, quello di far dire allo specchio “sì, quello sono proprio io”».

E aggiunge: «La ricerca di una “seconda giovinezza” grazie ai trattamenti estetici è per lo più una risposta all'ansia causata dalla difficoltà di riconoscersi nel proprio aspetto che cambia con il trascorrere del tempo. È infine importante sottolineare che la bellezza che si conquista attraverso la cura, oltre a rinnovare un atto d'amore verso noi stessi, ha il potere di renderci alleato il tempo. Il tempo della cura è infatti un tempo utile, che, scorrendo, rilascia in progressione i suoi effetti terapeutici. Non più quindi un nemico che incalza e aggredisce, ma uno spazio necessario per restituirci il volto in cui riconoscersi e riconciliarsi, a viso scoperto, con noi stessi e con il mondo».

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