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Un 2017 oltre le aspettative per il tessile-moda made in Italy. Riviste…

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Un 2017 oltre le aspettative per il tessile-moda made in Italy. Riviste al rialzo le stime per il 2018

Il tessile-moda made in Italy batte le stime e chiude il 2017 in positivo, con ricavi oltre i 54,1 miliardi di euro, in crescita del 2,4% rispetto all’anno precedente, contro il +1,8 % atteso. E vengono riviste al rialzo anche le previsioni per l’anno in corso: il primo semestre 2018 dovrebbe chiudersi con ricavi a +2,6%, trainati dal valle della filiera (+3%). In uno scenario ancora tutto da costruire, complici strategie per aumentare la competitività delle imprese italiane, tra innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione.

Gli incoraggianti dati di preconsuntivo 2017, elaborati da Confindustria Moda e Liuc di Castellanza, sono stati presentati a Milano durante l’assemblea annuale di Sistema moda Italia (Smi). Un’assemblea chiave: ha ufficializzato la nomina del nuovo presidente dell’associazione, Marino Vago, e ha segnato il passaggio del testimone con Claudio Marenzi, alla guida di Confindustria Moda dal 1° gennaio 2018. «Abbiamo sempre parlato del valore della filiera – ha detto Vago nel suo primo discorso –, ma raramente ci siamo soffermati sul fatto che ogni anello di questa catena produce valore. Dobbiamo mantenere viva la voglia di cambiamento per rimanere competitivi e al passo con i tempi».

Il 2017 è stato un anno dinamico per il tessile moda – un settore da più di 46mila imprese e 400mila addetti – soprattutto sul fronte delle esportazioni, che assorbono quasi il 56% dei ricavi: l’export è salito del 3,5% a 30,6 miliardi di euro, con una significativa accelerazione (+8,2%) nel bimestre ottobre-novembre 2017. Se il monte della filiera viaggia a bassa velocità (+1,8%), il valle rappresenta il driver(+4,7%) dei ricavi realizzati oltre confine. I primi clienti dell’abbigliamento made in Italy sono i Paesi europei (+4,1%) con Germania, Uk e Spagna tra i mercati in crescita, mentre le piazze extra Ue nel 2017 hanno messo a segno un +3,3%. Aumento sostenuto (+6,5%) anche per il saldo commerciale che, a fronte di un import in salita del 2,2% a 21 miliardi, ha superato i 9,5 miliardi di euro.

La crescita dovrebbe continuare anche nel primo semestre 2018, con l’export stimato in salita del 3,1% rispetto al periodo gennaio-giugno 2017 e saldo commerciale a +4,8%.

La strategia di sviluppo del tessile-moda, come sottolineato da Luca Bettale di Long Term Partners, autore della ricerca “Opportunità di valorizzazione della filiera italiana del tessile moda”, deve passare per l’analisi dello scenario internazionale e dei cambiamenti in corso: «Oggi il consumatore è in grado di disintermediare i canali di vendita e rivolgersi direttamente al produttore – ha spiegato – e quindi le aziende del tessile-moda italiano, in maggioranza Pmi, devono conoscere bene i propri interlocutori, italiani e internazionali, avviando un nuovo dialogo con loro, anche con il supporto delle nuove tecnologie».

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