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Loghi sostenibili: sulla polo Lacoste 10 animali a rischio estinzione al…

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ambiente e stile

Loghi sostenibili: sulla polo Lacoste 10 animali a rischio estinzione al posto del coccodrillo

Persino dall’Onu arrivano vive preoccupazioni per l’impatto ambientale, ancora troppo alto, del sistema moda globale: il 1° marzo, a Ginevra, le Nazioni Unite hanno organizzato una giornata di studi per discutere proprio del rapporto fra gli obiettivi di sostenibilità dell’organizzazione e l’industria fashion.

Ora, anche se l’impatto sulla vita degli animali selvatici non è una diretta conseguenza dell’enorme consumo di risorse da parte del settore, è sempre una buona idea per i brand sostenere organizzazioni che ne tutelino la sopravvivenza. E se si tratta di iniziative che brillano per creatività, meglio anche per i conti del brand stesso.

Quella di Lacoste fa parte di questo genere: per sensibilizzare gli appassionati delle sue polo sul rischio di estinzione di alcune specie selvatiche, ha lanciato 10 polo, bianchissime nella sua miglior tradizione, dove il celebre logo del coccodrillo è stato sostituito da 10 simboli di animali a rischio. Inoltre, ogni polo è stata realizzata in un numero corrispondente a quello degli esemplari di ogni specie ancora in vita e in libertà sul pianeta.

Dunque, nella collezione “Lacoste x Save Our Species” il coccodrillo è stato sostituito dall’iguana di Anegada (per 450 polo), la tigre di Sumatra (350), il Saola (250), il condor della California (231), il gibbone di Cao-vit (150), il Kakapo (157), il rinoceronte di Giava (67), il lepilemure settentrionale (50), la tartaruga rugosa birmana (40) e, il più raro di tutti, la vaquita, il più piccolo - e minacciato - cetaceo del mondo (30).

Al prezzo di 185 dollari per ogni polo, la collezione è andata sold out in poche ore, ottima notizia per l’International union for conservation of nature (IUCN), alla quale sono stati devoluti tutti i proventi della vendita. Con l’Iucn Lacoste ha avviato una partnership triennale.

Questa bella, impegnata e divertente collezione, presentata insieme alla collezione AI 2018-19 durante la settimana della moda di Parigi, non è stata l’unica iniziativa “green” di Lacoste, che ha voluto ricordare anche un progetto ecologista lanciato dal fondatore René Lacoste e sua moglie Simone Thion de la Chaume negli anni della Seconda Guerra Mondiale: durante l’occupazione nazista della Francia, i due riuscirono a tutelare 50mila alberi e, ancor più importante, salvare la vita a 12 operai forestali che altrimenti sarebbero stati mandati in campi di concentramento, impiegandoli nel rimboschimento del parco del campo da golf di Chantaco a Saint-Jean-de-Luz, vicino alla lora dimora nei Paesi Baschi.

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