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U. S. Polo Assn scommette sull’Italia dove apre tre punti vendita

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U. S. Polo Assn scommette sull’Italia dove apre tre punti vendita

«Il 2017 è stato un anno positivo: abbiamo chiuso con ricavi a +18%, toccando i 26 milioni di euro. U.S. Polo Assn è un marchio giovane e fresco che piace in tutto il mondo per i suoi contenuti abbinati a un prezzo giusto. Noi, come azienda, abbiamo fatto la nostra parte accorciando i tempi di consegna e rispettandoli, per esempio». Lorenzo Nencini è direttore generale di Incom, società di Montecatini Terme che dalla fine del 2007 ha in licenza per l’Europa il marchio U.S. Polo Assn, etichetta ufficiale dell’associazione nazionale di polo degli Stati Uniti (Uspa).

In un momento storico in cui il casualwear e lo sportswear hanno fatto breccia in un mercato sempre più trasversale, la strategia che la Incom ha ideato e applicato in questi dieci anni per lo sviluppo del brand – il cui fatturato nel 2008 era di 5,5 milioni di euro – sta dando risultati positivi. Anche grazie al traino dei paesi europei: il business, infatti, è realizzato per il 50% oltre i confini nazionali. «L’incremento di fatturato – continua Nencini – è legato all’aumento delle vendite in alcuni paesi europei: la Germania, primo in termini di crescita, la Francia, la Spagna e Cipro».

Il core business di U. S. Polo in Europa e in Italia è il menswear «Assorbe il 60% dei ricavi – dice il dg di Incom – . Piacciono molto le camicie, la maglieria e le immancabili polo, che rivisitiamo per renderle sempre più contemporanee». Ci sono poi l’abbigliamento donna (20%) e junior (20%) oltre a una linea beachwear «che sta dando risultati davvero interessanti». La Incom, che è nata nel ’51 e produce anche per altri brand, ha anche lanciato, in co-licensing con Euro Trade una collezione di orologi U. S. Polo Assn.

Il marchio conta su una distribuzione capillare con 1.700 negozi multimarca e 25 corner-shop in tutta Europa. I monomarca, per ora, sono cinque: tre in Italia - Milano, Viareggio, Messina – e due a Cipro (Paphos e Larnaca). «Il retail è un’importante direttrice di crescita e attirerà ulteriori investimenti – chiosa Nancini – sia offline sia online. Al momento stiamo studiando con la proprietà il lancio della piattaforma internazionale con l’intento di unificare a livello globale».

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