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Hermès porta arte, giochi e magia nella boutique di Roma

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Hermès porta arte, giochi e magia nella boutique di Roma

Da secoli, forse millenni, letteratura e poesia si ispirano al grande tema del gioco e non si contano gli aforismi sull’importanza dell’aspetto ludico della vita. I giochi di carte, di società, di ruolo o di qualsiasi altro tipo sono un passatempo e un antidoto alla malinconia insita nelle esistenze di tanti di noi. O forse di tutti noi. È al gioco che Hermès ha voluto dedicare il 2018: ogni anno la maison francese sceglie un tema al quale ispirarsi per alcune collezioni e per la comunicazione. Ma questa volta il tema («È tempo di giocare!») si applica anche a un progetto di retail, che parte proprio dall’Italia.

«L’idea è venuta a Pierre-Alexis Dumas, direttore artistico di Hermès, nonché rappresentante della sesta generazione della famiglia fondatrice della maison – racconta Francesca di Carrobio, amministratore delegato di Hermès Italia –. Quando ci ha spiegato il progetto “I tre giochi di prestigio” e ci ha detto di averlo pensato per il negozio di via Condotti di Roma, abbiamo avuto l’ennesima conferma dell’importanza dell’Italia e della nostra capitale per Hermès – . La boutique di via Bocca di Leone, inaugurata nell’ottobre 2016, viene considerata dalla maison tra le più belle in Europa. Io invece non ho dubbi: è la più bella e innovativa in assoluto».

Il progetto per Roma è stato affidato alla designer Matali Crasset e al curatore d’arte contemporanea Stéphane Corréard e si terrà però in via Condotti 67, nella storica boutique Hermès della capitale: dopo l’apertura di Bocca di Leone (quasi 650 metri ) si è cercato di darle un ruolo diverso, grazie a eventi speciali e presentazioni in un ambiente raccolto. «Portare le persone in negozio, che siano o no clienti abituali o affezionati, è una priorità di Hermès da sempre e in tutto il mondo – sottolinea Francesca Di Carrobio –. Ma anche una maison come la nostra non può ignorare la rivoluzione digitale e i cambiamenti che ha portato nel retail di alta gamma. Per almeno un decennio, a rivoluzione già iniziata, cioè dal 2000 fino a circa il 2010, il lusso ha guardato all’e-commerce con scetticismo, accumulando ritardi che ora si sta cercando di recuperare. Hermès invece ha iniziato a vendere online nel 2001 e da allora abbiamo affinato la strategia multicanale, investendo sia sull’e-shop sia nei negozi fisici, in perenne evoluzione».

“I tre giochi di prestigio” però ha poco a che fare con la multicanalità e molto con l’universo sensoriale e fisico: lo spazio di via Condotti, fino a dicembre, sarà un ibrido tra boutique, mini museo d’arte di diverse epoche ed “enciclopedia animata”, perché racconterà le vite di tre personaggi straordinari, anche se poco conosciuti fuori dalla Francia. «Da marzo a dicembre, per tre mesi ciascuno, il negozio sarà “abitato” da Jean-Eugène Robert-Houdin, Georges Méliès e Raymond Roussel, vissuti nel 19° secolo e contemporanei di Émile Hermès, nipote del fondatore della maison – precisa Francesca di Carrobio –. Il primo era un mago, il secondo un cineasta e illusionista, il terzo un poeta, scrittore e inventore. Oggetti che richiamano i rispettivi universi condividono lo spazio con opere d’arte contemporanea, proiezioni, giochi di luce. E, last but not least, con una minicollezione creata da Hermès per via Condotti, che comprende persino uno skateboard».

Il 2017 è stato un anno record, con ricavi in crescita del 9% a 5,55 miliardi. I risultati completi saranno annunciati il 21 marzo, ma nell’ultima conference call con gli analisti Axel Dumas, presidente della maison, ha spiegato che la redditività operativa 2017 dovrebbe essere vicina al livello record del primo semestre (34,3%). Il lusso, per Hermès, è sempre stato e continua a essere un gioco serissimo.

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