Moda24

Made in Marche, l’export di NeroGiardini cresce del 20%

  • Abbonati
  • Accedi
scarpe

Made in Marche, l’export di NeroGiardini cresce del 20%

Su alcuni fronti e obiettivi ha dovuto scendere a compromessi, almeno per quanto riguarda i tempi: il progetto abbigliamento, ad esempio, avrà bisogno di più stagioni del previsto per svilupparsi. Ma sui pilastri del modello di business non arretra: nonostante la mancata ripresa della domanda italiana e la necessità di investire, tanto, per svilupparsi all’estero, Enrico Bracalente continuerà a fare tutto in Italia e quanto più possibile nelle Marche, senza ridimensionare la presenza sul territorio, l’occupazione e il sostegno alle scuole tecniche locali.

«NeroGiardini non cambierà mai filosofia e per fortuna i miei due figli, che si stanno facendo le ossa in azienda, la pensano come me e hanno la stessa passione per la qualità, l’artigianalità italiana e la nostra terra – racconta Bracalente, amministratore unico della Bag, la società che possiede il marchio di calzature NeroGiardini –. Ora stanno ancora imparando e devono fare pratica in tutti i settori, anche se hanno entrambi chiare le loro inclinazioni: Alessandro è adatto alla parte commerciale, Gloria si occupa dello stile». Nel 2017 il fatturato è stato di 200 milioni, in calo del 4% rispetto ai 209 del 2016. Per il 2018 però Bracalente è ottimista: «Nel 2007 eravamo arrivati a 150 circa e per quasi un decennio siamo cresciuti a due cifre. Non siamo abituati e non ci piace (ride) rallentare... Ma nemmeno possiamo pensare di combattere battaglie fuori dalla nostra portata: tutto quello che è interno all’azienda e al suo modello di business può essere migliorato, lo scenario economico italiano non dipende da noi».

A rendere il 2017 difficile sono state anche le difficoltà del piccolo dettaglio e delle grandi catene di calzature di fascia media: «Abbiamo dovuto tagliare alcuni clienti, a malincuore, per i ritardi nei pagamenti. Sono sicuro che nel medio termine la situazione migliorerà, ora però dobbiamo concentrarci sui negozi a insegna NeroGiardini in Italia e nei Paesi europei dove siamo già». Nel 2017 l’export è cresciuto del 20%, ma il mercato italiano assorbe ancora il 75% circa delle vendite (tre anni fa era il 90%) e quindi l’effetto traino di Francia, Germania, Austria, Belgio, tutti cresciuti a due cifre, è stato solo parziale. Molti gli investimenti in logistica e tecnologia: «Più che sul B2C, cioè sull’e-commerce, puntiamo sul B2B – spiega Bracalente –. Vogliamo rendere il più snelle ed efficienti possibile le procedure di ordine, riassortimento e i servizi post-vendita ai clienti wholesale e ai responsabili dei monomarca».

Sull’opportunità di un e-shop, l’imprenditore resta scettico: «Penso soprattutto a tutelare il consumatore finale. Essere su internet espone a ogni tipo di contraffazione più di quanto accada nel mondo reale.Quindi stiamo alla finestra e ci concentriamo sul prodotto. La donna e l’uomo pensiamo abbiamo già oggi il giusto posizionamento. Per il bambino, che vale il 10% del fatturato, cercheremo di abbassare il prezzo medio di 10-20 euro. È di questo che le famiglie hanno bisogno».

© Riproduzione riservata