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La scarpa hi-tech di a.testoni conquista i Millennials asiatici

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Industria + Finanza

La scarpa hi-tech di a.testoni conquista i Millennials asiatici

Orgoglioso dell’italianità di stile e manifattura e delle lavorazioni artigianali possibili solo nel nostro Paese. Fiero della storia dell’azienda, fondata a Bologna nel 1929 da Amedeo Testoni, del suo radicamento sul territorio e della sua indipendenza. Ma allo stesso tempo consapevole che per conquistare i consumatori di altri mercati bisogna concentrarsi sulle loro esigenze e gusti e magari creare qualcosa ad hoc.

Si potrebbe riassumere così il pensiero di Bruno Fantechi, amministratore delegato di a.testoni, azienda specializzata in calzature da donna e da uomo, da sempre orientata all’export e ora in fase di forte espansione in Cina. «L’Italia per noi vale il 20% circa del fatturato. Oltre che in Cina, in Asia ci stanno dando molte soddisfazioni Corea, Giappone, Taiwan e Hong Kong, che è un mercato a sé rispetto alla Mainland China – spiega Fantechi –. Strategica inoltre la Russia, dove il gusto dei consumatori si è evoluto molto velocemente negli ultimi anni e oggi è sicuramente più simile a quello italiano rispetto a quanto non sia, appunto, il gusto dei cinesi, in particolare dei Millennial locali».

Dall’inizio dell’anno l’azienda bolognese ha aperto tre boutique in Cina: due (Shanghai e Chongquing)dedicate alla prima linea, “a.testoni”; la terza, sempre a Chongquing, nata con un’insegna diversa, “I29 a.testoni”, un brand pensato proprio per i Millennial cinesi, con una collezione di tendenza che prende spunto dall’atmosfera tecno degli anni 90. «Per intenderci possiamo parlare di seconda linea per I29 a.testoni – spiega Fantechi –.Artigianalità e qualità dei materiali sono le stesse della prima linea, ma abbiamo giocato sullo stile proponendo modelli e abbinamenti che stonerebbero nella collezione principale. Entro il 2018 apriremo altri sei negozi in Cina, continuando a puntare su un mix delle due anime della nostra azienda.»

In Russia invece il percorso – sanzioni economiche permettendo – è confermato: il monobranc appena aperto a Mosca, all’interno del mall di lusso Crocus, ha l’insegna tradizionale e si estende su 150 metri, per dare spazio anche alla parte donna (che vale il 15% del fatturato) e alle borse.

«Da una parte la pelletteria e le borse da donna in particolare sono l’estensione più naturale per un marchio di scarpe. E credo che gli artigiani della calzatura possano inventarsi e fare cose egregie nelle borse – aggiunge l’ad di a.testoni –. Allo stesso tempo però bisogna trovare una propria identità quando si aggiungono prodotti, per continuare a essere credibili agli occhi del consumatore: per un marchio che ha quasi 90 anni poi è ancora più importante, quindi ci muoviamo con entusiasmo, ma senza fretta, per le borse».

Nel 2017 il fatturato è arrivato a 30 milioni e per il 2018, con gli ordini per l’intero anno già in casa, Fantechi prevede una buona crescita, anche se resta l’incognita delle guerre commerciali. «Abbiamo circa 70 boutique nel mondo e continueremo a investire nel retail e nella multicanalità – conclude –. Per i negozi fisici stiamo studiando un nuovo format, che dia l’idea del nostro “piccolo mondo antico” fatto di artigianalità, e allo stesso tempo presenti brand proiettato nel futuro, che vuole parlare ai Millennial di tutto il mondo, sempre più interessati al Dna e al cosidetto story telling».

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