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Massimo Alba apre all’e-commerce: online come in boutique

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Massimo Alba apre all’e-commerce: online come in boutique

«Il cambiamento e l’innovazione non dovrebbero spaventarci, se siamo convinti del progetto estetico e di vita che abbiamo costruito. Né dovremmo stupirci di quanto i nostri figli possano essere diversi da noi. Quando e se si ascoltano, le generazioni possono arricchirsi reciprocamente».

Potrebbe sembrare un ragionamento astratto o addirittura una riflessione filosofica, questa di Massimo Alba, fondatore e direttore creativo dell’omonimo marchio di abbigliamento donna e uomo. Invece tutto parte dal tema più pressante e concreto del momento per l’intero mondo della moda e del lusso: l’integrazione tra negozi fisici ed e-commerce, tra comunicazione vecchio stile e story telling su internet. «Non sono un nativo digitale, mio figlio però lo è – spiega Alba –. Imparo moltissimo osservando lui e i suoi amici. È da questi scambi quasi involontari che è maturata l’idea di far partire l’e-commerce». L’imprenditore e stilista, che per i suoi capi si è inventato «l’etichetta e la scritta più piccole al mondo», ha esitato ad aggiungere il canale web a quello fisico, fatto da negozi multimarca e monomarca, il più importante dei quali a Milano, un grande spazio a due passi dall’Accademia di Brera. L’azienda cresce: è arrivata, in totale indipendenza, a 5 milioni di fatturato e per il 2018 Massimo Alba è ottimista.

«Dell’e-commerce mi spaventava che non fosse coerente con quello che ho costruito in tanti anni di ricerca della qualità, dell’understatement, dello stile riconoscibile che non ha bisogno di alzare la voce per farsi sentire – racconta –. I monomarca li ho immaginati e costruiti come spazi che raccontassero, a chi vuole ascoltare, molto di me e facessero sentire le persone a proprio agio. Spazi “caldi”, dove le persone sono in contatto tra loro. Parlo della relazione con il personale di vendita ma anche dei clienti: vedo che spesso sconosciuti attaccano bottone tra loro nei miei negozi, quasi riconoscessero al volo un’affinità. L’e-commerce, credevo, non avrebbe potuto assomigliare a tutto questo. Ma sbagliavo».

Lanciato pochi giorni fa, l’e-shop sta andando molto bene: «A questo punto posso crederci: può diventare l’equivalente di un negozio fisico, come vendite. E allo stesso tempo raccontare altre storie: ha una homepage pulita, con poche foto e piccole o grandi citazioni. Immagini e parole scelte con estrema cura, che spero tocchino anche le corde dei Millennials, bombardati da messaggi digitali di ogni tipo». Massimo Alba continua comunque a fare progetti per il retail fisico: «Mi piacerebbe aprire in una località di montagna. Quando troverò il luogo e la location giusta. Magari, questa volta, grazie a un suggerimento arrivato da chi visita il sito».

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