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Lisa Corti, dalla passione per i tessuti alla casa e…

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il personaggio

Lisa Corti, dalla passione per i tessuti alla casa e all’abbigliamento

Lisa Corti con Milla, uno dei suoi amati gatti
Lisa Corti con Milla, uno dei suoi amati gatti

Italy’s best kept secret: così molti operatori turistici hanno ribattezzato Milano negli ultimi anni. Per molto, troppo tempo, la città sarebbe stata “il segreto meglio custodito d’Italia”. Grazie a Expo, è però tornata tra le mete turistiche di maggior successo in Europa e si è innescato un circolo virtuoso che ha reso i milanesi per primi più orgogliosi della loro città e ancora più propositivi in fatto di iniziative culturali, sociali, economiche.

Lisa Corti potrebbe essere definita Milan’s best kept secret. Ma anche in questo caso il segreto è sempre meno segreto, anche grazie a un nuovo negozio dedicato all’abbigliamento, aperto pochi mesi fa in zona Ticinese, e alle strategie di Ida Corti, figlia della fondatrice del marchio. A lei si deve la nascita dell’e-commerce, l’espansione retail in Italia e la crescita della rete di multimarca che distribuiscono le collezioni casa e abbigliamento in tutto il mondo. Lisa Corti è stata pioniera in tutto quello che ha fatto; la figlia Ida ha ereditato la passione per i tessuti, alla quale aggiunge capacità manageriali e una visione che comprende l’universo digitale, strategico per lo sviluppo di qualunque marchio.

«La folgorazione avvenne durante il mio primo viaggio in India, nel 1974 – racconta Lisa Corti –. Rimasi affascinata dai colori dei tessuti e dalle tecniche artigianali sviluppate nei secoli dagli indiani. Ma fui colpita anche dallo stile in sé dei capi e decisi di introdurli in Italia, partendo da quelli maschili, che mi sembravano i più facili da adattare al gusto occidentale. O forse, più semplicemente, in una società, oggi come allora, dominata dagli uomini, i vestiti indiani da uomo erano pratici, pensati per chi lavora. Quelli da donna, per quanto meravigliosi, non possono essere indossati da un’italiana che ogni giorno deve dividersi tra casa, lavoro e svago».

All’inizio, negli anni 70 e 80, fresca di separazione e con una figlia da crescere, Lisa Corti faceva tutto nella sua grande casa di Porta Ticinese. Nel 2007 il grande passo, con l’acquisto dell’ampio spazio di via Lecco, che ospita negozio, uffici, un magazzino, i laboratori e chi segue lo stile. «L’idea di spostarci fu di Ida: io non ero convintissima ma alla fine fui d’accordo, a patto che si occupasse lei dell’organizzazione dello spazio – ricorda Lisa Corti –. Così è stato: ha disegnato i mobili, progettato i diversi luoghi di lavoro, pensato agli eventi speciali. Non l’avrei mai obbligata ad affiancarmi in questa avventura nei tessuti e nei colori, a cavallo tra Italia e India, dove produciamo quasi tutto. A un certo punto della sua vita l’ha scelto lei, con convinzione. La cosa mi riempie di felicità. Non siamo sempre d’accordo, ma discutiamo in modo costruttivo e per il marchio abbiamo due idee chiarissime: farlo crescere e mantenere la sua straordinaria riconoscibilità, il valore più importante in un mondo affollato di brand e con consumatori bombardati dal marketing, soprattutto digitale».

I monomarca a insegna Lisa Corti sono sei: Milano, Firenze, Roma in Italia, Rio de Janeiro e, in Turchia, Istanbul e Alacati. «La parte casa prevale sull’abbigliamento, che però cresce molto rapidamente e fa aumentare il traffico nei negozi – spiega Ida Corti –. L’ideale sarebbe forse un perfetto equilibrio tra le due parti, ma non vogliamo forzare i tempi dello sviluppo. Come dice mia madre, la cosa più importante è restare coerenti, fedeli a se stessi e al proprio Dna».

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