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L’essenza della Londra letteraria e decadente nel nuovo L’oscar…

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L’essenza della Londra letteraria e decadente nel nuovo L’oscar hotel

“Apre un nuovo boutique hotel”: frasi del genere le abbiamo lette fino alla noia. Ma cosa si intende per “boutique hotel”? Ian Schrager, l’autore della definizione, non intendeva affatto indicare un albergo con poche camere, come molti credono e come la stessa Wikipedia erroneamente scrive, bensì una struttura con camere e ambienti progettati singolarmente, arredate con pezzi unici, ricercati o realizzati ad hoc.

Fatta questa piccola premessa, si può scrivere con certezza che L’oscar Hotel - che apre a Londra il prossimo 2 maggio - esemplifica perfettamente la definizione. Il progetto è stato affidato a Jacques Garcia, una sorta di celebrity dell’alta hotellerie che ha firmato progetti destinati a raccontare la storia dell’ospitalità del nostro tempo, come il monumentale cinque stelle La Mamounia del re del Marocco, a Marrakech, l’informale e lussuoso Hotel Costes a Parigi, la sua stupenda villa privata (ma affittabile) a Noto, in Sicilia. L’elenco sarebbe troppo lungo per riportarlo tutto e arrivare all’ultimo progetto, nonché il suo primo nel Regno Unito.

L'oscar Hotel si trova nel quartiere di Holborn e ha solo 39 camere ricavate in un’ex chiesa battista abbandonata per molti anni, rinnovata senza badare a spese immaginandola in un glorioso passato barocco. È a due passi da Bloomsbury, il quartiere intellettuale con il British Museum, la British Library, le piccole case editrici e librerie, dove negli anni Trenta vivevano Virginia Woolf, Vanessa Bell e altri letterati dell’epoca.

Ovviamente il design è il focus di questo nuovo albergo eclettico, crepuscolare e sexy, come spesso sono gli spazi creati da Jacques Garcia, che li ama riscaldare con sete, velluti, damaschi, boiserie, tappeti. Ogni ambiente è progettato a sé, ogni camera è diversa, come nei palazzi antichi. Di ciascuna sono valorizzate le caratteristiche preesistenti, il camino in pietra intagliata o in terracotta lavorata, il soffitto alto o riccamente stuccato, le grandi finestre.

Nella cappella ottagonale, sotto una cupola d’inizio Novecento, ha sistemato il cocktail bar e il ristorante The Baptist, dove cucina Tony Fleming, una stella Michelin all’Angler, uno dei migliori ristoranti di pesce a Londra. Colazioni, afternoon tea, cene informali si servono invece al Cafè Oscar, ispirato al Florian di Venezia, con specchi, pannelli dorati, dipinti antichi e comodi divanetti.

Alla “personalizzazione” degli hotel contribuisce anche la scelta di un profumo identificativo. L’oscar ha fatto realizzare il suo da Roja Dove, con un bouquet a base di garofano, fiore preferito da Oscar Wilde, lo scrittore ribelle che è l’ospite ispiratore di questo nuovo albergo di lusso decadente e stravagante.

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