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Biscotti storici: Antonio Mattei celebra 160 anni con un nuovo museo-bottega a Firenze

Dodici milioni. Tanti sono i biscotti alle mandorle che ogni anno escono dal laboratorio di via Ricasoli a Prato, tradizionalmente custoditi negli inconfondibili sacchetti blu (nati come omaggio a Casa Savoia e all’Italia unita) e ancora oggi legati a mano con lo spago verde. Era il 1858 quando Antonio Mattei accendeva per la prima volta il forno: centosessanta anni di storia che la famiglia Pandolfini, dal 1904 eredi di quel pasticcere e fornaio pioniere, ha deciso di raccontare e celebrare con l’apertura di un museo-bottega a Firenze, al numero 76 di via Porta Rossa.

Il nuovo museo-bottega di Firenze

Un piccolo spazio espositivo, disegnato con intelligenza e coerenza dall’architetto Carlo Achilli, che ripercorre il romanzo di questa azienda simbolo del made in Italy, attraverso testimonianze, foto, documenti, premi, strumenti di lavoro (tra cui una splendida planetaria di inizio secolo scorso), cartoline di apprezzamento dei consumatori e confezioni storiche. Sul fronte di una di queste, in bella mostra in una delle teche, si può leggere: “La ditta non ha succursali. I suoi prodotti si vendono esclusivamente nel proprio negozio di via Ricasoli, Prato”.

E invece, proprio oggi, ecco inaugurare per la prima volta una “succursale” nel cuore più nobile di Firenze, a un passo da via Tornabuoni. Un passo importante per una realtà che ha un legame strettissimo con il territorio pratese. Tutti i prodotti di Antonio Mattei sono distribuiti in almeno 600 indirizzi tra ristoranti, botteghe e hotel e presenti in 30 Paesi nel mondo, apprezzati in particolar modo da tedeschi, americani e giapponesi.

Il fatturato 2017 è di 2,6 milioni di euro, con una previsione di chiusura del 2018 a 3 milioni, traguardo al quale contribuirà decisamente la nuova insegna fiorentina – replica fedele dell’originale logo Mattei del 1881 - dove acquistare i biscotti alle mandorle più profumati e famosi d’Italia, preparati con la stessa formula “magica” generazione dopo generazione: farina (2.700 sacchi ogni anno), uova (841mila), zucchero (250 chili al giorno), mandorle (25mila chili nel solo mese di dicembre, quando la produzione spinge al massimo dei giri) e pinoli (ce ne sono 100 in ogni filoncino di biscotti).

In alternativa, ci sono le versioni al cioccolato (sacchetto rosso) e quella più recente con pistacchi e mandorle (sacchetto verde). E poi i prodotti freschi come il filone candito, la torta mantovana, i brutti buoni, le brioches, e i pan di ramerino, che finora erano disponibili solo a Prato o sullo shop online. Tante specialità da acquistare o da consumare anche in loco, in abbinamento al caffè dell’Antica Torrefazione Padovani di Prato o al Vin Santo di Marchesi Antinori, la storica cantina che è partner di Mattei da oltre mezzo secolo.

«Il nostro nuovo museo-bottega non vuole essere solo una glorificazione del passato – spiega Elisabetta Pandolfini, alla guida dell’azienda insieme alle sorelle Marcella e Letizia e al fratello Francesco –, ma un altro inizio e un’occasione per scoprire meglio la natura del nostro lavoro. Chi avrebbe mai immaginato che tutta la mole di documenti e testimonianze storiche un giorno sarebbe stata finalmente decifrata e messa in ordine? Siamo in una fase molto importante per la nostra azienda perché si sta affacciando anche la quarta generazione ed è il momento giusto per fare un passo spontaneo verso Firenze».

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